Americani lavorano sempre più da soli e ciò danneggia salute mentale

Fare un lavoro da casa è una delle aspirazioni di molti ma un nuovo studio mostra che lavorare da casa e in generale lavorare da soli potrebbe non poi essere così positivo in termini di salute mentale.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 10.400 persone adulte alle quali erano stati posti di questionari per valutare i loro sentimenti in relazione soprattutto all’isolamento sociale e all’eventuale solitudine.

Svolto dal ricercatore Doug Nemecek dell’Istituto Cigna, lo studio mostra che gli americani stanno diventando sempre più soli, mettendo a repentaglio la propria salute mentale fisica, in quanto interagiscono sempre meno con gli altri sul lavoro oppure non interagiscono affatto (è il caso di chi lavora da casa).

Lo studio mostra che i più giovani sembrano essere i più soli: quasi 8 persone su 10 appartenenti alla generazione Z (nati tra la seconda metà degli anni 90 e la fine degli anni 2000) e 7 persone su 10 della generazione dei millennial (nati negli anni 2000) riferiscono di sentirsi soli.

Nemecek dichiara di incoraggiare i suoi colleghi ad utilizzare maggiormente la tecnologia della videoconferenza, se disponibile, e consiglia ai datori di lavoro di formare “gruppi di affinità” di dipendenti con interessi simili per aiutarli a stabilire connessioni sociali anche attraverso degli eventi di volontariato.

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