Americani perforano sempre più in profondità per trovare acqua dolce

Un nuovo studio, prodotto da ricercatori dell’Università della California a Santa Barbara, rimarca ancora una volta l’importanza delle riserve di acqua dolce e quanto queste ultime possono rappresentare un problema in futuro.

Lo studio, pubblicato su Nature Sustainability, ha analizzato i dati di quasi 12 milioni di pozzi in tutti gli Stati Uniti, dati che risalgono anche decenni fa.
I risultati mostrano chiaramente che gli americani stanno scavando sempre più a fondo nel suolo alla ricerca di acqua potabile.
I ricercatori hanno preso in esame vari fattori, tra cui la località dei pozzi, lo scopo principale di questi ultimi (possono esistere pozzi per uso domestico, industriale, agricolo, eccetera) e la profondità degli stessi pozzi.

Solo per raccogliere i numerosi dati i ricercatori hanno impiegato quattro anni, come riferisce Scott Jasechko, uno degli autori della ricerca insieme a Debra Perrone.
Innanzitutto hanno scoperto l’esaurimento di diversi pozzi ma il dato che fa riflettere è relativo al fatto che, con il passare del tempo, vengono costruiti pozzi sempre più profondi ed eseguite trivellazioni sempre più in profondità per reperire acqua dolce.

Secondo i risultati che hanno ottenuto, i pozzi stanno diventando più profondi tra 1,4 e 9,2 volte tutte le volte che vengono perforati in profondità, dato che ha sorpreso gli stessi ricercatori.
La tendenza riguarda soprattutto alcune aree, tra cui la Central Valley della California, le Alte Pianure del sud-ovest del Kansas e la pianura costiera atlantica.

I dati, inoltre, mostravano che non era solo l’esaurimento delle riserve acquifere a spingere a fare perforazioni sempre più profonde ma anche la paura dell’inquinamento delle stesse falde, paura evidentemente sempre più assillante che spinge a scavare sempre più in basso.

Naturalmente con estrazioni eseguite ad una profondità sempre maggiore aumentano anche i costi e dunque diminuiscono le persone che possono permettersi pozzi efficienti.
La cosa colpisce soprattutto le comunità rurali per le quali le acque sotterranee rappresentano da sempre una risorsa cruciale.

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