Analizzano feci fossilizzate di dinosauro di 140 milioni di anni fa e scoprono nuovo insetto

Tramite una complessa tecnica tomografica i ricercatori sono riusciti a visualizzare il corpo del nuovo insetto, rimasto intrappolato nelle feci fossilizzate del dinosauro, in "3D" (credito: DOI: 10.1016/j.cub.2021.05.015 - Current Biology)

Una nuova specie di coleottero vissuto 230 milioni di anni fa è stata scoperta da un team di ricerca a seguito di analisi di feci fossilizzate di un dinosauro del triassico. I resti del coleottero sembrano essere stati perfettamente conservati, in particolare le zampe e le antenne.
Analizzare feci fossilizzate è un metodo abbastanza comune in paleontologia per ottenere diverse informazioni ma in questo caso è stata usata una nuova tecnica che ha permesso ai ricercatori di visualizzare il corpo dell’insetto praticamente in 3D. Il nuovo studio è stato pubblicato su Current Biology.[1]

Gli escrementi fossili, conosciuti anche come coproliti, possono talvolta diventare un’ottima alternativa ai fossili d’ambra. Questi ultimi sono resti di resina all’interno della quale possono rimanere intrappolati insetti (o altri piccoli animali) e ciò permette una conservazione senza pari (rispetto ad altre tipologie di fossili). Tuttavia i più antichi ritrovamenti di fossili nell’ambra risalgono “solo” a 140 milioni di anni fa al massimo. Analizzando invece i coproliti si può guardare più lontano nel passato ed in particolare questa scoperta permetterà di sapere di più sugli insetti del triassico. Basterà analizzare più coproliti per ottenere più informazioni, come lascia intendere Martin Fikáček, entomologo dell’Università Nazionale Sun Yat-sen di Taiwan ed uno degli autori dello studio.

Il ricercatore ammettere di essere rimasto stupefatto dall’ottimo livello di conservazione dell’insetto trovato nei resti fossili di sterco di un dinosauro del triassico. Probabilmente ciò è stato dovuto alla “composizione fosfatica di calcio dei coproliti”, come spiega il ricercatore, che, insieme alla mineralizzazione portata avanti dai batteri ha permesso una preservazione molto efficiente.
La nuova specie di coleottero è stata denominata Triamyxa coprolytica ed è stata inserita nel sottordine dei Myxophaga. Si tratta di piccoli insetti che oggi spesso vivono sulle alghe in ambienti umidi. Anche il Triamyxa molto probabilmente viveva in ambienti umidi, forse semiacquatici, ed era molto probabilmente una delle prede preferite del Silesaurus opolensis, un antenato di dinosauro dal becco lungo (l’animale che ha prodotto le feci poi diventate coprolito) lungo all’incirca 2 metri endemico dell’area dell’odierna Polonia.

Si trattava molto probabilmente di un animale onnivoro che non mangiava solo insetti. Forse non prendeva direttamente di mira il Triamyxa, un insetto troppo piccolo per essere la sua unica preda che probabilmente condivideva l’habitat con coleotteri più grandi e con altre prede non rimaste in una forma riconoscibile nel coprolito.
Quest’ultimo è stato analizzato da ricercatori tramite la tecnica della microtomografia al sincrotrone che vede l’utilizzo di una sorta di scanner tomografico che emette raggi i quali permettono di vedere le strutture interne del fossile in tre dimensioni. In questo modo i ricercatori hanno potuto vedere tutti i più piccoli dettagli di questo piccolo insetto proprio come si fa con gli insetti rimasti intrappolati nell’ambra.
Questo studio pionieristico e l’utilizzo di questa particolare tecnica probabilmente apriranno la strada a molte altre ricerche simili che permetteranno di studiare molti più escrementi fossilizzati per ottenere informazioni su insetti e piccoli animali rimasti intatti o quasi nelle feci.

Note e approfondimenti

  1. Exceptionally preserved beetles in a Triassic coprolite of putative dinosauriform origin: Current Biology (IA) (DOI: 10.1016/j.cub.2021.05.015)

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