Anche gli insetti provano dolore cronico

moscerino della frutta (credito: Brian Gratwicke, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons)

Prove che anche gli insetti possono sentire dolore a seguito di una ferita o di un infortunio sono state trovate da uno scienziato dell’università di Sydney, Greg Neely, e dal suo team.
Si tratta della prima ricerca che mostra che anche gli insetti provano un dolore cronico, ossia un dolore che può durare nel tempo, di solito quelli provocati da infortuni e che provocano danni non mortali.

I ricercatori hanno svolto esperimenti sulla drosofila, il cosiddetto moscerino della frutta, mostrando che anche quest’ultimo può percepire un dolore persistente il quale dura dopo che la ferita è guarita. Negli esseri umani il dolore può essere di due forme: infiammatorio o neuropatico.
Nell’insetto i ricercatori hanno analizzato quello neuropatico, un dolore che negli umani può presentarsi, per esempio, in caso di lesioni del midollo spinale, di nevralgia, di neuropatia diabetica o di lesioni accidentali.

Dopo aver danneggiato il nervo di una zampa dell’insetto, i ricercatori hanno aspettato che la ferita guarisse completamente.
A seguito della guarigione, i ricercatori scoprivano che le altre zampe e della mosca erano diventate ipersensibili. Come specifica lo stesso Neely, ciò è da spiegare nel fatto che dopo la ferita, le altre zampe, grazie all’ipersensibilità, cercano di proteggersi per non subire lo stessotipo di danno.

Analizzando poi geneticamente le reazioni del moscerino, i ricercatori hanno scoperto che il suo cervello riceve messaggi dolorosi tramite i neuroni sensoriali attraverso la corda del nervo ventrale, una sorta di versione del nostro midollo spinale, come spiega lo stesso Neely: “Dopo l’infortunio, il nervo ferito scarica tutto il suo carico nel cavo nervoso e uccide tutti i freni del dolore, per sempre. Quindi il resto dell’animale non ha freni sul suo “dolore”. La soglia del “dolore” cambia e diventano ipervigilanti”.

La perdita dei freni del dolore risulta di estrema importanza per molti animali onde sopravvivere in molte situazioni pericolose, specifica lo scienziato.
Questa ricerca potrebbe servire, come sperano gli stessi ricercatori, per lo sviluppo di nuovi farmaci o terapie a base di cellule staminali per quanto riguarda il trattamento del dolore cronico.

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