Anche i cani mostrano un disturbo da deficit di attenzione e iperattività

Credito: artellliii72, Pixabay, 6714273

I cani mostrerebbero un comportamento molto simile al disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Helsinki. Sini Sulkama, uno dei ricercatori che ha realizzato lo studio, lascia intendere che non c’è molto da sorprendersi in quanto i cani, in effetti, condividono diverse cose con gli esseri umani, anche tratti fisiologici oltre che gli ambienti in cui vivono.

I ricercatori hanno usato i dati relativi al comportamento di più di 11.000 cani e i dati relativi ad atteggiamenti comportamentali come l’impulsività, l’iperattività e la disattenzione venivano raccolti anche tramite domande fatte ai padroni.
I ricercatori scoprivano che questi tre comportamenti risultavano più comuni nei cani più giovani e in quelli maschi, osservazioni che, d’altronde, sono state fatte anche per di esseri umani, come spiega Jenni Puurunen, un’altra delle autrici dello studio.

I cani che protraevano di più questi comportamenti iperattivi ed impulsivi erano quelli che trascorrevano più ore da soli in casa. Ciò può essere spiegato con il fatto che i cani, tendenzialmente, sono animali sociali e possono avere sensazioni, come la frustrazione e lo stress, simili a quelle umane. Inoltre, come spiega la ricercatrice, i cani che trascorrono più tempo da soli fanno anche meno esercizio e ricevono un livello di attenzione minore da parte dei padroni rispetto agli altri.

Infine, per quanto alla differenza tra le razze, i ricercatori scoprivano che l’iperattività e l’impulsività nonché un buon livello di concentrazione erano più comuni in quelle razze allevate per il lavoro, come il border collie o il pastore tedesco. Atteggiamenti più calmi risultavano invece più comuni nelle razze di animali domestici o cani da esposizione, come il chihuahua, il collie a pelo lungo e il barboncino.

Comportamenti che imitavano l’ADHD risultavano, come spiegano i ricercatori, il rincorrere la coda, il leccare di continuo le superfici oppure se stessi e il fissare il “nulla”.
Si tratta di risultati che potrebbero rivelarsi utili anche per quanto riguarda lo studio dell’ADHD umano, come spiega Hannes Lohi, altro ricercatore impegnato nello studio.

Note e approfondimenti

  1. Canine hyperactivity, impulsivity, and inattention share similar demographic risk factors and behavioural comorbidities with human ADHD | Translational Psychiatry (IA) (DOI: 10.1038/s41398-021-01626-x)

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