Anche i dischi da cui nascono le stelle possono avere i loro bracci a spirale

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Rappresentazioni grafiche di vari momenti della storia del disco di accrescimento analizzato da ricercatori (credito: Shanghai Astronomical Observatory (SHAO), Accademia Cinese delle scienze)

Anche i dischi da cui nascono le stelle possono avere i loro bracci a spirale

Analizzando un disco protostellare situato nel centro galattico, ossia un disco di materiali e di gas che girano vorticosamente (un fenomeno che poi porta alla nascita delle stelle), un team di ricercatori ha fatto interessanti scoperte riguardo ad un incontro “ravvicinato” che si sarebbe verificato più di 100.000 anni fa. Lo studio è stato pubblicato su Nature Astronomy.

Disco protostellare situato nella zona centrale della nostra galassia

Il team di ricercatori, guidato da LU Xing dello Shanghai Astronomical Observatory (SHAO) dell’Accademia cinese delle scienze, ha usato i dati raccolti dall’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) per analizzare mostrano disco protostellare situato nella zona centrale della nostra galassia. Questo disco presenta infatti dei bracci a spirale, nanostruttura che tipicamente vediamo nelle galassie.
Le analisi hanno suggerito ai ricercatori che questi bracci a spirale si sono formati quando, molte decine di anni fa, è avvenuto un incontro ravvicinato con un altro oggetto.

Forse individuato anche il “sospetto” perturbatore

Anzi, i ricercatori hanno individuato anche il “sospetto” perturbatore: si tratta di un oggetto con una massa di circa tre masse solari che si trova a poche migliaia di unità astronomiche di distanza dal disco di accrescimento.
Secondo i ricercatori, tra l’altro, questa scoperta mostra che i dischi di accrescimento stellari, anche durante le primissime fasi evolutive, sono influenzati da processi dinamici come i passaggi ravvicinati di altri oggetti, passaggi che possono anche influenzare la stessa formazione della stella e dei pianeti intorno ad essa.

Dischi protostellari

Come spiega il comunicato dell’Accademia Cinese delle scienze, i dischi protostellari sono dischi di accrescimento e rappresentano una delle fasi iniziali oltre che fondamentali dell’intero ciclo della formazione stellare. Per le stelle più massicce, quelle che poi alla fine arrivano ad avere più di 30 masse solari, il ruolo di questi dischi di accrescimento non è mai stato del tutto chiaro. In tal senso questo nuovo studio, che ha analizzato proprio il disco di accrescimento di una stella di queste dimensioni, potrà essere molto importante.

La caotica regione del centro della Via Lattea

Il disco protostellare in questione si trova ad una distanza di circa 26.000 anni luce dalla Terra. Si trova nell’area del centro galattico, un’area caotica dove tra l’altro è presente anche il buco nero supermassiccio Sagittarius A* (Sgr A*). Proprio perché c’è tantissimo materiale e tanto gas molecolare, soprattutto sotto forma di idrogeno molecolare, in quest’area si formano più stelle rispetto alle aree più “periferiche”.
Ad influenzare la formazione delle stelle c’è anche la grossa forza di marea provocata da Sgr A*.

Perturbazioni hanno coinvolto anche sistema solare

Gli scienziati non escludono che perturbazioni del genere possano essersi verificate anche nel nostro sistema solare. Anzi un evento del genere potrebbe essersi verificato recentemente: 70.000 anni fa il sistema stellare binario conosciuto come Stella di Scholz dovrebbe essersi avvicinato molto al Sole, forse penetrando anche nella nube di Oort, un evento che probabilmente ha fatto schizzare verso il sistema solare interno tantissime comete ed altri oggetti.

Osservazione effettuata grazie a risoluzione altissima

Le nuove osservazioni sono state rese possibili grazie a dati raccolti ad una risoluzione molto alta, una risoluzione, spiega il comunicato dell’istituto cinese, che permetterebbe ad una persona presente a Shanghai di individuare un pallone da calcio a Pechino (le due città sono separate da più di 1200 km di distanza).

Note e approfondimenti

  1. A massive Keplerian protostellar disk with flyby-induced spirals in the Central Molecular Zone | Nature Astronomy (DOI: 10.1038/s41550-022-01681-4)

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