Anche le mosche si danno all’alcol se respinte per l’accoppiamento

Mosche e alcol (credito immagine: Kinsey Brock)

Non sono solo gli esseri umani a darsi all’alcol in seguito a delusioni d’amore ma anche le mosche. E il risultato a cui è arrivata una interessante ricerca pubblicata su Cell Reports, realizzata da un gruppo di ricercatori dell’Università della California-Merced.
I ricercatori hanno studiato la vita sociale di questi insetti volanti, in particolare quella relativa all’accoppiamento, e si sono accorti che quando il rituale del corteggiamento si svolge nei pressi della frutta marcia decomposta, quella che comincia a fermentare in alcol, si verificano strani di interessanti comportamenti.

Si parla di veri e propri “locali alcolici” grazie alle quali le mosche si eccitano in chiave dell’accoppiamento. I ricercatori si sono anche accorti che le stesse mosche utilizzano questo alcol come palliativo quando vengono respinte.
E, proprio come gli esseri umani, anche le mosche possono sviluppare problemi di alcolismo mostrando problematiche simili alla dipendenza umana.
Lo studio è stato realizzato anche per comprendere la dipendenza dall’alcol da parte degli esseri umani, causata, almeno si pensa, da una particolare proteina. Infatti mosche e umani metabolizzano l’alcol allo stesso modo, come specifica Fred Wolf, uno degli autori della ricerca: “Le mosche sono più simili a noi di quanto ci piacerebbe credere”. La struttura del loro cervello sembra molto diversa, ma quando si arriva al livello molecolare, è praticamente la stessa.”

Durante gli esperimenti di scienziati utilizzavano mosche mai esposte all’alcol e le nutrivano con alcol fino a farle svenire. Dopo che si riprendevano ripetevano poi il processo più volte e si accorgevano che, per raggiungere lo stesso livello di “ubriachezza” avevano bisogno di sempre più alcol, proprio come i bevitori umani.
Inoltre, sempre in tema di dipendenza, le mosche che non avevano mai assunto l’alcol tendevano ad evitarle ma, dopo una prima esposizione forzata, tendevano poi a scegliere l’alcol rispetto ad altri alimenti.

La colpevole è la molecola Akap200: presente in ogni tipo di cellula cerebrale rispondeva all’alcol solo nelle cellule gliali, una delle due tipologie di cellule cerebrali insieme ai neuroni. Wolf dichiara: “Sappiamo che questi comportamenti sono codificati nei neuroni. Ma abbiamo scoperto che la glia nella barriera emato-encefalica controlla anche la capacità del cervello di imparare e cambiare”.

Fonti e approfondimenti



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