Anche le piante di caffè possono vantare un microbioma fatto di vari batteri e funghi

Anche le piante di caffè possono vantare un proprio microbioma sebbene di piccole dimensioni, fatto di funghi e batteri. È il risultato conseguito da un gruppo di ricercatori che hanno esaminato i tessuti delle radici della pianta di caffè proprio per cercare tracce di un microbioma o comunque tracce di microbi, batteri o funghi. E anche per la pianta di caffè, così come per il corpo umano e per la maggior parte degli animali, esistono delle relazioni benefiche tra la stessa pianta e diversi microrganismi.

Individuate 26 specie di batteri e 31 specie di funghi

I ricercatori hanno fatto ricorso a tecniche di sequenziamento genetico di nuova generazione mentre i campioni prelevati provenivano da alcuni campi di caffè del Centroamerica. Alla fine hanno individuato 26 specie di batteri e 31 specie di funghi che appartenevano al microbioma centrale. Diversi di questi microrganismi hanno in effetti delle proprietà benefiche nei confronti delle piante e, secondo i ricercatori, dovrebbero essere analizzati con maggior dettaglio anche per comprendere quali potrebbero essere i vantaggi in sede agricolturale.

Microbioma abatterico è più “forte e coerente”

“Il microbioma del nucleo batterico è molto più forte e coerente, mentre il microbioma fungino è più sensibile alle condizioni ambientali che dovrebbero espandersi con il cambiamento climatico”, spiega Roberta Fulthorpe, una ricercatrice che ha partecipato allo studio pubblicato sul Phytobiomes Journal. “Abbiamo anche scoperto che i funghi sembrano essere correlati alle caratteristiche della radice di caffè, mentre i batteri non lo sono”.
I ricercatori hanno infatti scoperto che diverse specie di microrganismi trovati nelle piante del caffè possono resistere in una gamma di temperatura molto vasta così come in varie situazioni ambientali come habitat con precipitazioni frequenti, condizioni del suolo diverse o con una disponibilità diversa della luce.

Coffea arabica

“I nostri risultati potrebbero consentire di capire se o come i microbiomi possono essere gestiti nei sistemi di coltivazione del mondo reale. Il nostro lavoro porta anche a domande interessanti sul fatto che il sapore della nostra tazza di caffè mattutina sia influenzato o meno dai microbi della pianta”, spiega ancora la ricercatrice.
La pianta analizzata dai ricercatori è la Coffea arabica, la pianta del caffè classica. Si tratta di un arbusto con foglie grandi, che possono raggiungere e superare una lunghezza di 12 cm, fiori bianchi e frutti sotto forma di drupe dalla forma tonda o oblunga. Le drupe contengono di solito due semi. La Coffea arabica proviene dall’Etiopia e dall’Arabia, luoghi in cui la coltivazione della pianta inizio per la prima volta.

Note e approfondimenti

  1. Root Endophytes of Coffee (Coffea arabica): Variation Across Climatic Gradients and Relationships with Functional Traits | Phytobiomes Journal (IA) (DOI: 10.1094/PBIOMES-04-19-0021-R)

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