Anche i serpenti aiutano le piante nel disperdere i semi

È noto che le piante fanno affidamento su varie specie animali per diffondere i propri semi ad una certa distanza. Ad esempio i semi possono venire mangiati interi dagli animali, sopravvivere sostanzialmente nell’intestino di questi ultimi per poi essere espulsi nelle feci in un altro luogo. Oppure i semi possono fare un vero e proprio “autostop” sul corpo degli animali in quanto possono rimanere impigliati nella pelliccia o nelle piume per poi ricadere lontano.

Un metodo particolare è quello di alcune specie di roditori: questi ultimi sono soliti raccogliere i semi all’interno di sacche poste nelle guance per poi svuotare la bocca nella tana onde conservarli come scorta. Molti di questi roditori muoiono, ad esempio vengono mangiati dai predatori, oppure non li consumano poi del tutto e parte dei semi può dunque germogliare in luoghi, molto spesso, già interrati.

Una nuova ricerca, pubblicata su Royal Society journal Proceedings B, mostra che anche i serpenti si uniscono alla giostra con una modalità di raccolta e distribuzione dei semi delle piante tutta particolare.
Gli scienziati hanno analizzato 50 esemplari di serpenti e si sono accorti che in 45 di essi vi erano resti di roditori mangiati dai rettili. All’interno dei tratti gastro-intestinali di serpenti sono poi stati ritrovati 971 semi che erano chiaramente contenuti, precedentemente, all’interno del corpo dei roditori, molto spesso proprio nelle sacche di cui sopra.

Secondo gli stessi ricercatori, si tratta di una modalità insolita ma che viene ben sfruttata dalle piante: è probabile che delle oltre 3500 specie di serpenti conosciute, infatti, una buona parte è solita espellere poi nel terreno questi semi, non mangiati direttamente ma inglobati nel proprio tratto intestinale dopo aver divorato e deglutito topi e roditori.

Fonti e approfondimenti



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