Anemia e miglio: cosa hanno scoperto gli scienziati

Credito: pictavio, Pixabay, 5909543

Un nuovo studio, condotto dall’International Crops Research Institute for the Semi-Arid Tropics (ICRISAT), un’organizzazione internazionale dedita alle ricerche sull’agricoltura, si è concentrato sul consumo regolare del miglio e sul suo rapporto con i livelli di emoglobina e di ferritina sierica a loro volta collegate all’anemia da carenza da ferro.

L’anemia da carenza da ferro

L’anemia da carenza da ferro, come rileva il comunicato dell’ICRISAT, denominata anche anemia sideropenica, è in aumento un po’ in tutto il mondo. Si tratta di un tipo di anemia che è causata da livelli troppo bassi di ferro del corpo. L’anemia da carenza da ferro può avere conseguenze anche sullo sviluppo cognitivo oltre che su quello fisico dei bambini mentre negli adulti può limitare la produttività.[1]

I dati

I ricercatori hanno usato i dati di quasi 1000 persone, compresi bambini. I partecipanti dovevano consumare sei diversi tipi di miglio: il miglio normale, il miglio perlato, il sorgo, una miscela di kodo (un miglio coltivato soprattutto in Nepal), il miglio coda di volpe (Setaria) e il miglio piccolo (Panicum sumatrense).
I partecipanti consumavano il miglio per periodi diversi che andavano da 21 giorni a 4,5 anni.[1]

I risultati

I ricercatori scoprivano che il consumo del miglio riduceva il livello di emoglobina fino al 13,2%. Inoltre quattro studi che i ricercatori hanno revisionato mostravano anche un aumento del livello di ferritina sierica con una media del 54,7%. Si tratta di una proteina del sangue considerata come un marcatore clinico per la carenza del ferro.[1]
Come spiega S Anitha, nutrizionista senior dell’ICRISAT e autore principale dello studio, i risultati conseguiti mostrano che il miglio può fornire tutto il fabbisogno giornaliero, o la maggior parte di esso, di ferro per una persona media.[1]

Miglio utile per prevenire anemia

Il livello di ferro che si può acquisire mangiando il miglio cambia a seconda della varietà del miglio stesso e del tipo di lavorazione a cui è stato sottoposto ma in ogni caso si tratta di risultati che mostrano che il miglio può favorire nettamente la prevenzione nonché la riduzione dell’anemia da carenza da ferro.[1]
Ian Givens, ricercatore dell’Università di reading, altro autore dello studio, spiega che c’è bisogno di una profonda revisione del rapporto tra tutte le diverse specie e tipologie di miglio e l’anemia da carenza da ferro considerando anche molti altri fattori, come la lavorazione e la cottura e usando metodologie sperimentali uniformi. In questo modo si avranno quei dettagli fondamentali per capire come intervenire sul contrasto all’anemia, un problema che è diventato globale.

Note e approfondimenti

  1. Large study shows regular millet consumption can combat anemia – ICRISAT (IA)
  2. Frontiers | Millets Can Have a Major Impact on Improving Iron Status, Hemoglobin Level, and in Reducing Iron Deficiency Anemia–A Systematic Review and Meta-Analysis | Nutrition (IA) (DOI: 10.3389/fnut.2021.725529)

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