Anemia falciforme, compagnia e particolare dieta riducono dolore nei topi

Secondo un interessante studio condotto da ricercatori dell’Università della California a Irvine e della Università del Minnesota, una particolare dieta arricchita e la compagnia possono ridurre maniera molto efficace il dolore dei soggetti che soffrono di anemia falciforme. Ciò avverrebbe, secondo i ricercatori, tramite un aumento naturale della serotonina. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto anche che un antidepressivo che aumenta i livelli stessi di serotonina, ossia la duloxetina, può rivelarsi particolarmente utile per trattare il dolore cronico al posto, per esempio, dei tanto abusati oppioidi.

Come spiega Kalpna Gupta, l’autore principale dello studio, l’umore e particolari sensazioni di benessere possono in qualche modo fermare la percezione del dolore e dato che buona parte del dolore è fatto perlopiù da percezione, va da sé che il dolore stesso possa essere collegato all’umore e allo stato d’animo temporaneo del soggetto.
È ciò che dimostra lo studio apparso oggi su Scientific Reports dato che i ricercatori hanno scoperto, tramite esperimenti sui topi, che i soggetti che passavano del tempo in un ambiente “felice” sperimentavano un livello minore di dolore derivante dall’anemia falciforme.

Nel corso delle quattro settimane degli esperimenti, il dolore derivante da questa malattia veniva ridotto nettamente per quei topi maschi che potevano contare sulla compagnia di topi femmine e che contemporaneamente potevano portare avanti una dieta ricca di proteine, acidi grassi e amminoacidi, rispetto agli altri topi che non potevano contare sulla compagnia e che portarono avanti un altro tipo di dieta.
I due fattori (la compagnia e la dieta sopradescritta), infatti, causavano una maggiore produzione di serotonina nel cervello.

I ricercatori ne avevano una conferma anche quando somministravano duloxetina, un farmaco antidepressivo che aumenta proprio la serotonina cerebrale, nei topi ottenendo gli stessi risultati in termini di riduzione del dolore.
Secondo i ricercatori eventuali esperimenti di questo genere condotti sugli esseri umani probabilmente produrrebbero risultati simili, cosa certamente positiva in quanto trovare alternative agli oppioidi che abbiano più o meno gli stessi risultati è certamente molto importante.

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