Anguria non ha origine nell’Africa del sud ma in quella nordorientale

Credito: stevepb, Pixabay, 1969949

Praticamente riscrive la storia delle origini dell’anguria uno nuovo interessante studio apparso su Proceedings of the National Academy of Sciences.[2]
La classificazione vigente raggruppa infatti tutti i cocomeri nella medesima categoria del melone cedro sudafricano.
Secondo i ricercatori della Washington University di St. Louis esiste invece una forma sudanese di questo frutto, conosciuta come melone del Kordofan (Citrullus lanatus) ed avente una polpa biancastra non amara, che è un parente ancora più stretto delle angurie domestiche che siamo soliti gustare in estate.[1]

I ricercatori hanno svolto una ricerca genetica analizzando il DNA di varie piante coltivate in serra per rappresentare tutte le specie e varietà di angurie. Alla fine hanno scoperto che le angurie che sono oggi maggiormente diffuse, definite come “domestiche”, in realtà provengono da piante selvatiche progenitrici endemiche dell’Africa nordorientale e non da piante dell’Africa del sud.
Tra l’altro si tratta di risultati che, secondo quanto spiega il comunicato presente sul sito dell’università americana, di risultati che sarebbero coerenti con le pitture tombali dell’antico Egitto. Queste ultime, infatti, spesso raffigurano proprio le angurie, un frutto che spesso era consumato come dessert tra le popolazioni della valle del Nilo più di 4000 anni fa.[1]

Le angurie domestiche, quelle che consumiamo oggi, vantano una polpa dolce, nella maggior parte dei casi rossa e può essere senza problemi mangiata senza alcun pretrattamento. Secondo quanto spiega Susanne S. Renner, professoressa di biologia alla Washington, proprio questa anguria è geneticamente più vicina alle forme selvatiche dell’Africa occidentale e nordorientale.
Si tratta di informazione che potrebbe rivelarsi utile per contrastare quelle malattie che oggi affliggono la pianta dell’anguria, un ceppo genetico abbastanza suscettibile agli insetti e ad altri patogeni tra cui muffe, funghi, virus e nematodi, come spiega la stessa Renner: “Finora, abbiamo trovato variazioni in tre geni di resistenza alle malattie tra il melone del Kordofan e l’anguria domestica. Gli allevatori potrebbero utilizzare queste e altre informazioni dal genoma”.

Note e approfondimenti

  1. A chromosome-level genome of a Kordofan melon illuminates the origin of domesticated watermelons | PNAS (IA) (DOI: 10.1073/pnas.2101486118)

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