Anidride carbonica nell’aria, ricercatore intende catturarla nel terreno con coltivazioni alimentate con speciali microbi

Per contrastare l’aumento dell’accumulo di anidride carbonica nell’aria uno dei metodi a cui si pensa spesso è quello di catturare la stessa anidride carbonica e “sequestrarla” letteralmente senza che possa essere immessa nell’aria (ad esempio nel terreno, qualcuno ha suggerito anche sotto la superficie del mare).
Ma le emissioni globali di carbonio nell’atmosfera aumentano sempre di più e sembra sempre più imperativo trovare tecniche veramente funzionanti non solo per catturare l’anidride carbonica emessa dai nostri impianti ma anche per prelevarla dall’aria e immagazzinarla in qualche posto.

Un ricercatore della New Mexico State University, David Johnson, ha pensato a bene di catturare l’anidride carbonica nell’aria per immagazzinata sotto il terreno, un’idea non nuova. Nuovo è però il metodo che questo ricercatore intende utilizzare: secondo lo scienziato è possibile immagazzinare carbonio aumentando anche, come benefico effetto collaterale, la resa dei raccolti agricoli.
Per aumentare la capacità del suolo di assorbire il carbonio dall’atmosfera, lo scienziato utilizza una soluzione ricca di microbi coltivati in laboratorio attraverso particolari strutture di sua progettazione.

Questo piccolo ecosistema è composto da batteri, funghi e protozoi che a loro sono fonti di alimentazione di nematodi, microartropodi e altri organismi . Lo scienziato ha già fatto varie prove, applicando questa “soluzione” come una sorta di compost su colture a crescita rapida. Queste ultime sono state in grado di estrarre la CO2 dall’aria in maniera molto efficiente.
Ora lo scienziato sta studiando il rapporto tra funghi e batteri: cambiandolo, il bioma del suolo diventa più efficiente nell’utilizzare il carbonio e altri nutrienti. Tuttavia, come conferma l’articolo su Scientific American, le reazioni della comunità scientifica sembrano contrastanti.

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