Anidride carbonica per creare grafene imitando enzima delle piante

Anidride carbonica (rosso-nero) e idrogeno (grigio) reagiscono cataliticamente al grafene (nero) su una superficie di rame-palladio (credito: E. Moreno-Pineda, Karlsruher Institut für Technologie)

Un team di ricercatori dell’Istituto di tecnologia di Karlsruhe (KIT) ha pubblicato un nuovo studio sulla rivista ChemSusChem il quale prende in considerazione la possibilità di utilizzare l’anidride carbonica per produrre grafene.

Secondo i ricercatori, infatti, il biossido di carbonio Che viene emesso nell’atmosfera a seguito della combustione di materie prime quali carbone e petrolio può essere utilizzato per sintetizzare materiali preziosi.
E non si tratterebbe solo di abbassare l’inquinamento atmosferico: il processo potrebbe potrebbe portare ad un nuovo comparto redditizio.

Tra l’altro abbiamo già un esempio in natura: la fotosintesi clorofilliana realizzata dalle piante combina l’anidride carbonica con l’acqua e la luce per creare biomassa, un ciclo che da anni i ricercatori stanno tentando di riprodurre laboratorio.
Tuttavia in questo studio i ricercatori dell’istituto tedesco hanno analizzato soprattutto l’enzima a base di metallo RuBisCo.

Questo enzima assorbe l’anidride carbonica dall’aria e la rende riutilizzabile per altre reazioni chimiche nella pianta.
I ricercatori, tentando di imitare il processo realizzato da questo enzima, sono dunque tentando di convertire il biossido di carbonio in grafene.
Il processo prevede temperature fino a 1000 °C e particolari preparati catalitici.

Come spiega Mario Ruben, professore del Molekulare Materialien E uno degli autori dello studio, “se la superficie metallica mostra il corretto rapporto tra rame e palladio, la conversione del biossido di carbonio in grafene avverrà direttamente in un semplice processo in un’unica fase”.

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