Animali abituati a climi freddi saranno sempre più esposti a virus e batteri

Credito: M. Maggs, Pixabay, 2497986

A causa del riscaldamento globale in corso ci sarà un aumento parallelo della diffusione delle malattie infettive anche in quelle regioni con i climi più freddi secondo un nuovo studio, apparso sulla rivista Science, realizzato da ricercatori dell’Università della Florida del Sud, dell’Università del Wisconsin-Madison e dell’Università di Notre Dame.

Ciò è da spiegare, secondo i ricercatori, nella teoria del cosiddetto “disadattamento termico”: quando le specie animali abituate a vivere nei climi freddi devono, più o meno improvvisamente, adattarsi a vivere in climi più caldi, aumenta il loro rischio di contrarre malattie infettive. Tra l’altro questo vale anche per il contrario: le specie che sono abituate a vivere a temperature più calde quando poi devono affrontare delle condizioni di temperatura più fresche vedono aumentare il proprio rischio di malattie infettive.

I ricercatori hanno analizzato più di 7300 popolazioni di animali selvatici per un totale di 1381 specie, dai mammiferi agli insetti. Scoprivano che la teoria del “disadattamento termico” in effetti potrebbe essere molto valida anche se, secondo i modelli sviluppati dagli stessi ricercatori, vale maggiormente per quegli animali che di solito vivono in climi più freddi e che debbono adattarsi a climi più caldi, proprio ciò che sta avvenendo in molte regioni del pianeta. Gli stessi ricercatori non notavano differenze, in termini di effetti del disadattamento termico, tra specie terrestri e specie d’acqua dolce.

Con il riscaldamento dell’emisfero settentrionale in corso, infatti, le specie che vivono nelle regioni attualmente più fredde, come quelle delle latitudini più elevate o quelle che vivono nelle aree montuose delle aree un po’più temperate, dovranno andare incontro ad una diffusione sempre più pervasiva di malattie infettive causate da batteri, virus, funghi e vermi.
E questo, parallelamente, significa che anche gli esseri umani correranno un pericolo maggiore di andare incontro a malattie infettive dato che gli animali selvatici possono benissimo fare da vettori.

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