Animali si spostano sempre più verso l’alto in aree montuose anche per evitare umani

Le specie animali, nelle regioni più montuose, tendono a spostarsi sempre più in alto per sfuggire alle temperature sempre più calde. In questo modo trovano anche un rifugio dalla stessa pressione umana. È ciò che spiega un nuovo studio pubblicato su Nature Communications e realizzato da ricercatori della Wildlife Conservation Society, dell’Università della California a Berkeley e del Servizio forestale degli Stati Uniti.

Lo spostarsi degli animali alle altitudini più elevate a seguito del riscaldamento globale non è una notizia nuova ed è una cosa accertata già da diverse altre ricerche ma questo studio mette in correlazione con questo che è oramai un dato di fatto anche la stessa pressione umana.
Gli esseri umani, con un’urbanizzazione sempre più crescente e in generale con un’occupazione dei territori sempre più massiccia a causa di attività quali l’agricoltura e l’allevamento, stanno infatti mettendo pressione a molte specie animali alle basse altitudini e alle basi delle montagne.

Utilizzando particolari modelli climatici, i ricercatori hanno fatto alcune previsioni considerando anche il cambiamento climatico in corso che vede un riscaldamento globale generalizzato.
I risultati mostrano che le specie si stanno spostando e si sposteranno ad altitudini sempre più elevate anche perché a queste gli acquisti altitudini c’è una minore presenza umana.

Secondo i ricercatori, inoltre, senza tenere di conto degli effetti dell’urbanizzazione e in generale della pressione umana sulle specie animali nelle aree montuose, non si può comprendere appieno questo processo di “migrazione” di molte specie animali verso l’alto.
Questo vuol dire anche che le zone prioritarie per la conservazione di quelle specie animali in pericolo dovranno essere in un certo senso rivalutate.

“Le specie sono adattate a determinate condizioni di temperatura. Mentre le temperature si surriscaldano nelle montagne, gli scienziati hanno documentato che le specie si spostano a quote più elevate per mantenere le stesse temperature”, spiega Paul Elsen, ricercatore della WCS e l’autore principale della ricerca. “Questo è stato sempre visto come un problema, perché le specie avrebbero meno area terrestre e meno habitat da occupare ad alte quote. Ma quello che abbiamo scoperto è che quando le specie si muovono verso l’alto, tendono ad allontanarsi da aree che sono già sotto forte pressione umana e in aree a ridotta pressione umana. Di conseguenza, possono occupare un’area terrestre più intatta, anche se la quantità totale di superficie terrestre diminuisce.”

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