Annunciate le più antiche orme fossili mai ritrovate, risalenti a più di 500 milioni di anni fa

Le forme fossili ritrovate nella Cina meridionale (credito: Istituto di Geologia e Paleontologia di Nanchino)

Le impronte fossili più antiche mai trovate sono state annunciate in uno studio apparso il 6 giugno su Science Advances. Le impronte, che appartengono ad animali risalenti al periodo Ediacarano, ossia da 541 a 510 milioni di anni fa, e grandi pochi millimetri, sono state ritrovate in Cina.
La scoperta, effettuata e analizzata da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Geologia e Paleontologia di Nanchino dell’Accademia Cinese delle Scienze e del Virginia Tech negli Stati Uniti, è stata effettuata nell’area delle Gole dello Yangtze, Cina meridionale.

A seguito delle analisi, gli scienziati hanno compreso che sono state prodotte da animali bilaterali con appendici appaiate e le stesse tracce ritrovate sembrano suggerire che gli animali che le hanno prodotte si rifugiassero in cunicoli, probabilmente scavati sul fondale marino.
Secondo uno dei coautori dello studio, Shuhai Xiao, un geobiologo della Virginia Tech, al momento non è ancora dato sapere con esattezza da quali animali siano state originate, anche perché si tratta solo di orme e non di fossili riguardanti l’intero corpo.

L’unica cosa che si sa è che avevano appendici appaiate, ossia una primitiva versione di gambe e braccia, in quanto le orme stesse erano organizzate in due file parallele.
Tramite questi “piedini” accoppiati da entrambi i lati l’animale era probabilmente in grado di sollevare il proprio corpo sopra il fondo dell’oceano e dunque per spostarsi ma anche per costruire rifugi o per combattere contro predatori o prede.

Questa scoperta mostra inoltre che animali bilaterali, come ad esempio artropodi o vermi anellidi, potrebbero essere emersi già prima della cosiddetta “esplosione cambriano”, avvenuta all’incirca 530 milioni di anni fa.

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