Antenati di cavalli, rinoceronti e tapiri nacquero in India più di 60 milioni di anni fa

Cambaytherium (credito: Elaine Kasmer)

L’analisi di diverse centinaia diresti fossili di ossa descritte in uno studio sul Journal of Vertebrate Paleontology potrebbero contribuire a fare maggiore chiarezza sull’origine dei perissodattili. Questi ultimi sono uno gruppo di mammiferi che oggi comprende varie specie, anche abbastanza diverse tra loro morfologicamente parlando, come rinoceronti, cavalli e tapiri. La controversia riguarda soprattutto la località nella quale si sono evoluti per la prima volta questi mammiferi ungulati e, secondo lo studio appena pubblicato, questa località potrebbe essere la regione dell’odierna India o i dintorni.

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi ad oltre 350 fossili per ottenere quello che nel comunicato stampa viene nominato come un “quadro quasi completo dell’anatomia scheletrica del Cambaytherium”. Quest’ultimo è un “cugino” estinto dei perissodattili endemico soprattutto del subcontinente indiano e vissuto fino a quasi 55 milioni di anni fa. Delle dimensioni di una odierna pecora, il Cambaytherium, di cui oggi sono conosciute solo tre specie (C. thewissi, C. gracilis e C. marinus) aveva caratteristiche che possono essere definite come intermedie perché si interpongono tra quelle dei perissodattili che seguirono e quelle dei mammiferi acaici, come i fenacodontidi, che lo hanno preceduto.

Confrontando i resti fossili di questo animale con le ossa di vari mammiferi viventi, i ricercatori sono giunti alla conclusione che il Cambaytherium rappresenta lo stadio evolutivo più primitivo rispetto a qualsiasi altro perissodattilo mai individuato fino ad ora.
Gli stessi ricercatori, dunque, sostengono che l’origine dei perissodattili deve essere avvenuta in India, oppure nei territori circostanti, e che il gruppo si è poi evoluto durante il paleocene, tra 66 e 56 milioni di anni fa.
A seguito della loro origine, i perissodattili devono poi essersi dispersi un po’in tutto il globo anche grazie ad una diversa conformazione dei continenti maggiormente collegati in quel tempo rispetto a come sono posizionati oggi.

“I moderni ordini artiodattili (ungulati con un numero pari di dita), perissodattili e primati sono apparsi all’improvviso all’inizio dell’Eocene circa 56 milioni di anni fa nell’emisfero settentrionale, ma la loro origine geografica è rimasta un mistero”, spiega Ken Rose, un professore della Johns Hopkins University e l’autore principale della ricerca.
A favorire l’evoluzione dei perissodattili potrebbe essere stato, secondo Rose, anche la stessa conformazione del subcontinente indiano di quel periodo.

In quel tempo, infatti, l’India era un continente insulare che si spostava lentamente verso nord (in seguito si è scontrato con l’Asia unendosi ad essa). I perissodattili potrebbero essersi evoluti quando l’India non si era ancora attaccata all’Asia e poi si sono diffusi in altri continenti quando l’aggancio delle due piattaforme continentali avvenne.
I primi fossili sono stati ritrovati nella miniera di Vastan nel Gujarat nel 2004 e da allora i ricercatori hanno scoperto in questo sito fossili di ossa di Cambaytherium e di molti altri vertebrati.

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