Antibiotici gettati nelle discariche aiutano batteri a diventare sempre più resistenti

Gli antibiotici rappresentano uno dei metodi più classici ed utilizzati per contrastare i batteri dannosi. Questo metodo è così diffuso che ora uno studio, portato avanti da ricercatori dell’Università Battista di Hong Kong (HKBU), prende in seria considerazione il fatto che gli antibiotici gettati via senza precauzione possono rappresentare un grosso problema a livello di inquinamento e un pericolo per la salute pubblica nonché per quella degli animali che vivono nel mare.

I ricercatori hanno analizzato in particolare il percolato presente in tre discariche di Hong Kong e hanno trovato numerose tracce di antibiotici utilizzati per gli esseri umani. Si tratta di antibiotici derivanti dagli scarichi degli impianti di produzione dei farmaci ma anche dai farmaci scartati e gettati via dalle famiglie.
Alcuni dei campioni di antibiotici presenti nei percolati erano caratterizzati da una forte possibilità di sviluppo di microrganismi resistenti agli stessi antibiotici, una chiara minaccia alla salute umana.

In particolare erano questi antibiotici a superare i livelli accettabili: ciprofloxacina (CIP), eritromicina (ERY) e trimetoprim (TMP). La quantità di questi antibiotici nel percolato delle discariche analizzate dai ricercatori aumenta di non poco la probabilità di sviluppo di microrganismi ad essi resistenti.

Secondo Chung Shan-shan, professore presso il Dipartimento di biologia della HKBU, “I residui, che possono colpire i microbi nelle fonti d’acqua e nei pesci oceanici, entreranno nella catena alimentare umana portando allo sviluppo di resistenza agli antibiotici ed avendo un impatto a lungo termine sugli esseri umani”.

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