Antibiotici inquinano fiumi in tutto il mondo, livelli preoccupanti

Il problema dell’inquinamento delle acque, in particolare dei fiumi, causato dagli antibiotici utilizzati dagli esseri umani preoccupa sempre di più. Una nuova ricerca, primo studio globale mai effettuato sull’argomento, si è interessata riguardo alla presenza dei 14 antibiotici più comunemente usati nei fiumi in 72 paesi in sei continenti diversi. I ricercatori hanno trovato tracce di antibiotici nella 65% dei siti monitorati.

Tra gli antibiotici più presenti vi è il metronidazolo, utilizzato per trattare le infezioni batteriche, l’antibiotico che ha superato maggiormente livelli di sicurezza con concentrazioni ben 300 volte superiori al livello considerato come un “sicuro” in un fiume del Bangladesh.
Anche la ciproflaxacina, anch’essa utilizzata per le infezioni batteriche, era uno degli antibiotici che superavano maggiormente il livello di sicurezza.

I ricercatori hanno analizzato anche il fiume Tamigi e diversi suoi affluenti e hanno rivelato anche in questi siti livelli che superavano la soglia di sicurezza con una concentrazione di 233 nanogrammi per litro (ng / l).
In generale i siti più inquinati erano quelli asiatici e africani ma anche in Europa, Nordamerica e Sudamerica c’erano moltissimi fiumi e corpi acquosi interessati abbastanza gravemente da questo problema.

I livelli di sicurezza utilizzati dai ricercatori sono stati stabiliti dalla AMR Industry Alliance e possono variare da antibiotico ad antibiotico andando da 20 a 32.000 ng / l. La ricerca è stata effettuata dall’Università di York.

Lo stesso John Wilkinson, che ha coordinato lo studio, dichiara con toni abbastanza allarmistici che, anche dopo questa ricerca, si sa ben poco della portata del problema dell’inquinamento da antibiotici nelle acque a livello globale e già questi primi risultati “sono piuttosto aperti e preoccupanti”.

Fonti e approfondimenti

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