Antichi egizi e uccelli sacrificali: come facevano ad averne così tanti?

Scena tratta dai Libri dei morti che mostra il dio Thoth dalla testa di ibis che registra il risultato del giudizio finale (credito: Wasef et al, 2019)

Un nuovo studio pubblicato su PLOS ONE sui rituali degli antichi egizi nel corso dei quali si utilizzavano gli uccelli per fare sacrifici rituali. Durante i vari regni era infatti una prassi comune sacrificare gli uccelli, molto spesso in onore del dio Thoth, uccelli che poi venivano mummificati.

In molte catacombe dell’Antico Egitto, infatti, sono stati ritrovati tantissimi uccelli, spesso accatastati dal pavimento al soffitto. Archeologi e storici si sono sempre chiesti come abbiano fatto gli antichi egizi ad avere accesso a così tanti uccelli (si parla di milioni di esemplari solo tra quelli ritrovati) tanto che spesso si è proposta l’idea che gli stessi egizi addomesticassero questi animali.
Tra gli uccelli più sacrificati nell’antico Egitto vi era di certo l’ibis, un uccello della famiglia dei Treschiornitidi (Threskiornithidae ) dall’insolito lungo becco.

Lo studio, condotto dalla ricercatrice Sally Wasef dell’Università Griffith, Australia, si è avvalso delle analisi del DNA prelevato da 40 esemplari di ibis mummificati (Threskiornis aethiopicus) presenti in sei catacombe dell’Antico Egitto risalenti a circa 2500 anni fa e di altri 26 esemplari moderni provenienti da varie aree dell’Africa.
I ricercatori, che hanno prodotto sequenze complete del genoma mitocondriale di questi uccelli, hanno dunque confrontato le diversità genetica tra le popolazioni selvatiche moderne e quelle sacrificate dagli antichi egizi.

Con sorpresa i ricercatori hanno scoperto che la diversità genetica degli ibis mummificati e di quelli odierni è abbastanza simile e ciò suggerisce che questi uccelli erano probabilmente curati nei loro habitat naturali oppure erano allevati solo in quei periodi dell’anno in cui erano necessari per i sacrifici. I ricercatori scartano dunque l’idea di un allevamento “centralizzato” su larga scala di questi uccelli sacrificali.

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