Anticorpi nel cervello possono innescare infiammazione e poi epilessia

Un team di ricercatori dell’Università di Bonn ha scoperto un meccanismo che spiegherebbe il collegamento tra alcune forme di epilessia e l’infiammazione di determinate regioni del cervello. Nello studio, pubblicato su Annals of Neurology, i ricercatori spiegano come hanno identificato un autoanticorpo che, secondo gli stessi ricercatori, è responsabile dell’encefalite in alcuni pazienti.

Lo hanno identificato nel liquido spinale di pazienti con epilessia e con infiammazione acuta dell’ippocampo, un’area del cervello che ha un ruolo importante nel processo della memoria e dello sviluppo delle emozioni.
L’autoanticorpo è mirato a contrastare la proteina drebrin. Quest’ultima è importante perché assicura il contatto tra le cellule nervose, contatto che serve loro per funzionare in maniera corretta.

I ricercatori hanno scoperto che quando l’anticorpo si imbatte in una molecola drebrin, mette fuori uso quest’ultima interrompendo dunque lo scambio di informazioni tra le cellule nervose. Contemporaneamente il sistema immunitario produce ancora più autoanticorpi e l’infiammazione si espande.
“Tuttavia, drebrin si trova all’interno delle sinapsi, mentre l’autoanticorpo si trova nel fluido tissutale”, dichiara Julika Pitsch, ricercatrice impegnata nello studio. “Questi due non dovrebbero quindi normalmente mai entrare in contatto tra loro”.

I ricercatori hanno scoperto che gli autoanticorpi utilizzano le vescicole sinaptiche come un cavallo di Troia per introdursi nelle cellule nervose.
Queste scoperte di infondono speranza per quanto riguarda nuovi approcci terapeutici. Potrebbe per esempio essere utilizzata una sostanza attiva per lasopprimere il sistema immunitario e prevenire la produzione in massa di questi autoanticorpi. Questo significa che, differentemente dalle epilessie di natura congenita, quelle causate dalle infiammazioni potrebbero in futuro essere curate.

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