Antidepressivi scaricati in fiumi e laghi provocano effetti abnormi sulle pulci d’acqua

I ricercatori hanno analizzato gli effetti degli antidepressivi usati dagli umani sulle pulci d'acqua (credito: Per Harald Olsen, NTNU)

Nel tentativo di capire come alcune sostanze antidepressive per gli umani possono influenzare anche gli animali, un team di ricerca del Centro per la biodiversità (CBD) dell’Università Norvegese di Scienza e Tecnologia (NTNU) ha scoperto che la dopamina può far crescere più velocemente e può far produrre più prole alla dafnia, un genere di pulci d’acqua, un piccolo crostaceo che può raggiungere una lunghezza massima di 5 mm e che di solito vive in laghi, fiumi, ruscelli e simili.

I ricercatori hanno sperimentato su questo animale le cosiddette “pillole della felicità”. Si tratta di farmaci che a volte vengono utilizzati, per esempio, dopo la cessazione del fumo o in caso di depressione. E dato che queste sostanze facilmente finiscono nelle acque reflue e quindi negli specchi d’acqua o nei corsi d’acqua in natura, è importante capire che effetto possono avere sugli animali, come lascia intendere Sigurd Einum, un professore della NTNU ed uno degli autori dello studio.

I ricercatori si sono concentrati soprattutto sulla specie Daphnia magna, una delle 400 specie (e oltre) di pulci d’acqua identificate fino ad ora. Questo piccolo animale d’acqua dolce è stato testato con la dopamina e con il farmaco bupropione, un altro farmaco usato per la depressione e per smettere di fumare. I ricercatori notavano che queste sostanze influenzavano varie importanti caratteristiche dell’animale tra cui il tasso di crescita e il raggiungimento della maturazione sessuale, come spiega lo stesso Einum.

Una crescita più rapida, secondo gli scienziati, può provocare un indebolimento del sistema immunitario: le pulci d’acqua potrebbero dunque diventare più vulnerabili alle malattie e ai parassiti, come spiega Semona Issa, prima autrice dello studio.
Gli stessi scienziati ipotizzano che la dopamina possa causare un accumulo di sostanze nocive nel corpo delle pulci d’acqua innescando la creazione di composti reattivi dell’ossigeno che vanno a danneggiare le loro cellule. Tuttavia ulteriori studi, fanno comprendere i ricercatori, saranno necessari per capire i livelli di dopamina pericolosi per questi animali e probabilmente anche per altri animali d’acqua dolce.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook