Arsenico nell’acqua potabile può modificare struttura cardiaca e causare malattie cardiovascolari

Un gruppo di ricerca della Columbia University ha analizzato gli effetti della presenza di arsenico nell’acqua potabile, di quella per esempio che beviamo dei rubinetti di casa, ed ha scoperto che quando l’acqua potabile è contaminata dall’arsenico si può verificare un ispessimento della camera di pompaggio principale del cuore, in particolare nei giovani adulti.
Inoltre si può verificare un aumento delle probabilità di ispessimento del ventricolo sinistro in persone con pressione arteriosa già aumentata o comunque alta.

Cambiamenti del genere possono provocare notevoli problemi alla fase cardiaca, in particolare in proiezione futura.
I ricercatori hanno analizzato i dati riguardanti 1337 adulti con un’età media di 30,7 anni, al 61% di sesso femminile. I dati provenivano da uno studio denominato Strong Heart Family Study, riguardante proprio i fattori di rischio cardiovascolari tra i giovani adulti americani. Si specifica che nessuno dei partecipanti allo studio aveva avuto malattie cardiache o diabete all’inizio di cinque anni di analisi alla quale sono stati sottoposti.

Il problema riguardante l’apparato cardiovascolare causato dall’acqua contaminata dall’arsenico riguarda in particolare quelle persone che ricavano acqua da pozzi privati, cosa non affatto rara nella provincia americana.
Ana Navas-Acien, professoressa di scienze della salute ambientale ed una delle autrici dello studio, specifica infatti che queste persone devono essere consapevoli del fatto che possono esserci tracce di contaminanti, in particolare arsenico, che possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

Ne consegue che fare dei test periodici a questi pozzi risulta fondamentale per prevenire questa esposizione.
L’arsenico è infatti un metallo tossico che può entrare facilmente nelle falde acquifere dai quali questi pozzi prelevano l’acqua da bere, in special modo nelle comunità rurali e suburbane degli Stati Uniti.
Inoltre, come specifica Gernot Pichler, cardiologo ed altro autore della ricerca, “gli individui con cardiopatia pre-clinica potrebbero essere più inclini agli effetti tossici dell’arsenico sul cuore”.

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