Artico libero da ghiaccio marino già entro 2035 secondo nuovo modello

L’Artico potrebbe essere completamente privo di ghiaccio già entro il 2035 secondo un nuovo, allarmante studio pubblicato su Nature Climate Change. Il team internazionale di ricercatori ha confrontato le caratteristiche del ghiaccio marino nel corso dell’ultimo periodo interglaciale, un periodo caldo intercorso circa 127.000 anni fa, con quelle del ghiaccio marino dell’Artico odierno.
I ricercatori del British Antarctic Survey (BAS), sono giunti alla conclusione che ad accelerare lo scioglimento dei ghiacci marino, almeno nell’Artico, è il numero maggiore di “stagni di fusione”.

Questi ultimi sono dei “laghetti” che si formano proprio a causa del ghiaccio che si squaglia e nel caso dell’Artico a favorire la loro formazione è il sole primaverile molto intenso, più intenso rispetto al passato.
Utilizzando sempre lo stesso modello e inoltrandosi nel futuro prossimo, i ricercatori prevedono che l’Artico potrebbe liberarsi completamente di ghiaccio marino già entro 15 anni.
“Questo mostra quanto siano importanti i processi di ghiaccio marino come gli stagni di scioglimento nell’Artico e perché è fondamentale che siano incorporati nei modelli climatici”, spiegano David Schroeder e Danny Feltham dell’Università di Reading, due ricercatori impegnati nell’implementazione del modello che ha fornito la conclusione sconcertante.

L’ultimo periodo interglaciale, denominato Riss-Würm, è durato da 130.000 a 110.000 anni fa. In realtà è il penultimo perché il più recente è quello dell’olocene ed è quello ancora in corso che si estende fino a giorni nostri.
Il periodo interglaciale Riss-Würm fu un periodo molto caldo. Il maggiore calore fu causato da cambiamenti nei parametri orbitali terrestri, sostanzialmente una maggiore obliquità ed eccentricità. Questi cambiamenti sono periodici e sono conosciuti anche come cicli di Milankovitch.
Nel corso del periodo interglaciale Riss-Würm la regione artica era più calda rispetto a oggi di 2-4° centigradi. Intorno a 125.000 anni fa, le foreste tropicali si svilupparono fino a Capo Nord, in Norvegia, mentre alberi di latifoglie come quercia e nocciolo crescevano senza problemi nella zona di Oulu, in Finlandia.

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