Artrite psoriasica, scoperto un recettore delle cellule immunitarie coinvolto

I ricercatori hanno prelevato cellule immunitarie dalla ginocchio di persone che soffrono di artrite psoriasica per effettuare sequenziamenti e analisi all'avanguardia (credito: DOI: 10.1038/s41467-020-18513-6 | Nature Communications)

Una nuova, probabilmente utile, scoperta riguardante l’artrite psoriasica è stata effettuata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford e del Wellcome Sanger Institute. Questi ultimi hanno infatti scoperto uno specifico recettore presente nelle cellule immunitarie delle persone con artrite psoriasica che potrebbe spiegare una delle cause principali di questa condizione. Questa scoperta potrebbe forse portare alla ulteriore scoperta dello specifico “trigger” molecolare che scatena la malattia, cosa che naturalmente potrebbe rivelarsi utile per un trattamento molto più mirato.

L’artrite psoriasica è una condizione a cui va incontro circa 1/3 delle persone che ha già sviluppato la psoriasi, una patologia della pelle. L’artrite psoriasica fa diventare più gonfii e rigide le articolazioni, cosa che può provocare anche un dolore cronico mentre le condizioni, con il passare del tempo, possono anche peggiorare e possono richiedere un trattamento chirurgico. Trattamenti per l’artrite psoriasica oggi esistono anche se non esiste una cura definitiva.
La predisposizione genetica dell’artrite psoriasica era già stata scoperta in passato ma non è ancora stato scoperto il vero fattore scatenante.

I ricercatori hanno lavorato sulle cellule immunitarie singole prelevate dalle ginocchia dei pazienti con questa malattia e hanno sequenziato l’RNA dei geni recettori. Alla fine hanno scoperto che molte cellule T avevano un recettore identico e potevano essere considerate dei cloni. Utilizzando anche tecniche informatiche di apprendimento automatico, i ricercatori hanno poi scoperto che queste cellule condividevano anche un particolare recettore, denominato CXCR3, che indirizzava le stesse cellule immunitarie verso il sito dell’infiammazione.

“I nostri dati suggeriscono che l’artrite psoriasica non compare solo dal nulla. Ogni recettore è come una serratura unica che riconosce una chiave molecolare e abbiamo scoperto che attraverso i pazienti, stanno riconoscendo una molecola comune. Ciò fornisce la prima prova che i linfociti T stanno vedendo e reagendo alla stessa molecola, che funge da innesco per la malattia”, spiega Hussein Al-Mossawi, un ricercatore del Dipartimento di ortopedia, reumatologia e scienze muscoloscheletriche (NDORMS) dell’Università di Oxford nonché uno degli autori dello studio pubblicato su Nature Communications.
Secondo il ricercatore anche se non è ancora noto quale sia il vero “colpevole” che scatena questa malattia, questa scoperta rappresenta comunque un passo avanti notevole nella comprensione degli intricati meccanismi che fanno sviluppare l’artrite psoriasica.

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