Asimmetria tra lato visibile e quello non visibile della Luna, scienziati danno nuove spiegazioni

La teoria principale riguarda la formazione del sistema Terra-Luna vede uno scontro cosmico di dimensioni immani che deve aver coinvolto la prototerra ed un altro corpo spaziale forse delle dimensioni di Marte. A seguito di questo scontro si sono formate la Terra e la Luna, più o meno come oggi le conosciamo. La luna stessa, essendo più piccola, si è poi geologicamente raffreddata ed è diventata un mondo morto, a differenza della Terra.
Tuttavia non mancano dubbi e certezze ce ne sono poche così come non è mai stato chiaro del tutto se esiste una teoria principe riguardo alla formazione di satelliti naturali che circolano intorno a quasi tutti i pianeti del nostro sistema solare.

I dubbi riguardo alla teoria di cui sopra stanno soprattutto nel fatto che, come ricavata da decenni di osservazione, la storia della luna sembra molto più dinamica di quanto avrebbe dovuto essere. Ad esempio era caratterizzata, nel suo passato, da intensa attività vulcanica e magnetica, un’attività che si sarebbe verificata fino ad 1 miliardo di anni fa, molto più tardi di quanto la teoria riguardante la sua formazione abbia previsto.

Inoltre la Luna, che mostra sempre la stessa faccia verso di noi, vanta un lato “oscuro” molto diverso da quello visibile dal nostro punto di vista. Il lato oscuro, per esempio, non ha i cosiddetti “mari”, ossia quelle regioni, che ad occhio nudo ci appaiono molto più scure rispetto alle altre, che sono sostanzialmente crateri di impatti di meteoriti asteroidi.
Questa “asimmetria” è sempre stata oggetto di dibattito e ora un nuovo studio, condotto da vari ricercatori di istituti internazionali, tenta di chiarire un po’questa storia.

I ricercatori hanno individuato una nuova firma rocciosa della luna che hanno denominato KREEP, che sta per roccia arricchita in potassio (simbolo chimico K), terre rare ed elementi (REE, che includono cerio, disprosio, erbio, europio e altri elementi rari sulla Terra) e fosforo (simbolo chimico P). Questa firma rocciosa è distribuita in modo molto diseguale tra il lato visibile quello non visibile della luna.
Alcuni di questi elementi (potassio, torio ed uranio) sono radioattivamente instabili e lo stesso calore del loro decadimento radioattivo tende a fondere le rocce in cui si trovano. A sua volta questo fenomeno aumenta l’attività vulcanica, cosa che dovrebbe, almeno in parte, sciogliere il dubbio relativo al prolungamento dell’intensa attività vulcanica lunare a cui abbiamo accennato sopra.

Matthieu Laneuville, uno degli autori dello studio, spiega: “A causa della relativa mancanza di processi di erosione, la superficie della luna registra eventi geologici dalla prima storia del sistema solare. In particolare, le regioni sul lato vicino della luna hanno concentrazioni di elementi radioattivi come torio (Th) e uranio (U) differentemente da qualsiasi altra parte della luna. Comprendere l’origine di questi arricchimenti U e Th locali può aiutare a spiegare le fasi iniziali della formazione della luna e, di conseguenza, le condizioni sulla Terra primitiva”.
Caratteristiche che, secondo lo scienziato, risulterebbero presenti sulla maggior parte dei corpi rocciosi dell’universo.

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