Assottigliamento dello strato di ozono provocò estinzioni di massa 252 milioni di anni fa

Le estinzioni di massa avvenute sulla Terra circa 252 milioni di anni potrebbero essere state causate delle intense radiazioni ultraviolette che si riversarono sulla Terra in quel periodo a più riprese a causa di un assottigliamento i periodici dello strato di ozono causati a loro volta da forte attività vulcanica.
È un’ipotesi apparsa in una nuova ricerca, pubblicata ieri su Science Advances, che si è basata soprattutto su un esperimento durante il quale sono state effettuate simulazioni relative alla riduzione dello strato di ozono causata da globali eruzioni vulcaniche che sarebbero avvenute alla fine del permiano, ossia poco più di 251 milioni di anni fa.

Gli scienziati hanno messo alla prova vere piante ed alberi ma si sono accorti che alla fine dell’esperimento, durato circa due mesi, non si avvertiva la morte diretta degli alberi ma quella degli strobili (le classiche pigne) che si avvizzivano rendendo gli alberi, ai fatti, del tutto sterili.
Una volta poi collocati all’esterno, gli alberi ricominciavano poi di nuovo a produrre pigne sane e dunque a riprodursi.

Secondo gli scienziati sarebbe stata dunque la riduzione dell’ozono, a sua volta causata da periodiche eruzioni vulcaniche che durarono più di un milione di anni, ad essere la causa principale dell’estinzione che avvenne durante il permiano finale a cavallo con l’inizio del triassico, un evento che spazzò via il 70% degli animali terrestri e il 95% della vita marina nonché numerose specie di piante.

Buchi temporanei nello strato di ozono in tutto il mondo avrebbero portato ad attacchi periodici nei confronti della vegetazione mondiale che diventava sterile durante le fasi di mancanza dell’ozono a causa delle radiazioni ultraviolette molto più intense. Questa infertilità periodica delle piante portò poi al collasso a lungo termine della biosfera su tutto il pianeta.

Fonti e approfondimenti



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