Assunzione di sale, ecco cosa accade nel cervello

Credito: Macrovector, shutterstock_2063745947

Una delle modalità con le quali il sale influenza il flusso sanguigno del cervello è stata scoperta da un team di ricercatori dell’Università Statale della Georgia, Stati Uniti. Lo studio conferma che il sale può influenzare anche il cervello, in particolare il collegamento che esiste tra il flusso del sangue al suo interno e i neuroni.

Accoppiamento neurovascolare o iperemia funzionale

I ricercatori si sono interessati in particolare ad una reazione che avviene nel cervello e che è denominata accoppiamento neurovascolare o iperemia funzionale. La reazione si verifica quando i neuroni vengono attivati, cosa che porta ad un aumento veloce del flusso sanguigno nella riattivazione dei neuroni stessi. Il fenomeno comporta una dilatazione dei vasi sanguigni cerebrali denominati arteriole.

Accoppiamento neurovascolare nelle aree profonde del cervello

Questo studio, differentemente da altri studi precedenti, prende in considerazione questa reazione cerebrali nelle aree più profonde del cervello stesso tramite un nuovo approccio che combina tecniche di neuroimaging all’avanguardia e tecniche chirurgiche. La regione presa in considerazione è l’ipotalamo, una profonda regione del cervello che ha diverse funzioni importanti.
Hanno analizzato come il flusso sanguigno di questa regione cambiava in risposta all’assunzione del sale.

Cosa succede nel cervello quando il corpo assume sale

Come spiega Javier Stern, un professore di neuroscienze della suddetta università, nel momento in cui un essere umano assume sale vengono attivati vari meccanismi compensatori per abbassare il desiderio di sodio. Questo avviene tramite l’attivazione di neuroni che rilasciano vasopressina. La vasopressina è un ormone antidiuretico importante affinché il sale nel corpo resti ai giusti livelli.
I ricercatori osservavano un aumento tra l’attività di neuroni e una diminuzione del flusso sanguigno nell’area dopo l’assunzione di sale. Per i ricercatori è stata una sorpresa, come spiega lo stesso Stern, perché la vasocostrizione “è l’opposto di ciò che la maggior parte delle persone ha descritto nella corteccia in risposta a uno stimolo sensoriale”. Inoltre la diminuzione del flusso sanguigno di solito è collegata a malattie come un ictus o un’ischemia oppure l’Alzheimer.

Differenze tra le varie aree del cervello

Questo nuovo fenomeno è stato denominato dai ricercatori “accoppiamento neurovascolare inverso”, una diminuzione del flusso sanguigno che può produrre ipossia.
Inoltre sembrano esserci differenze tra le varie aree del cervello. Mentre nell’ipotalamo, infatti, risposta all’assunzione di sale era abbastanza diffusa e accadeva abbastanza lentamente, nella corteccia il fenomeno era molto più localizzato e la dilatazione vedeva più velocemente.

Risultati importanti per l’ipertensione da assunzione di sale

Secondo Stern si tratta di un meccanismo che fa sì che i neuroni possano rispondere più correttamente alla stimolazione prolungata del sale.
Si tratta di risultati importanti che potrebbero essere usati per combattere l’ipertensione dipendente dalle sale. Prima però dovranno essere effettuati diversi altri studi e esperimenti, anche su modelli animali, per capire di più sul collegamento tra questo fenomeno specifico e l’ipertensione provocata dal sale.

Note e approfondimenti

  1. Georgia State Researchers Reveal Surprising Findings on How Salt Affects Blood Flow in the Brain (IA)
  2. Inverse neurovascular coupling contributes to positive feedback excitation of vasopressin neurons during a systemic homeostatic challenge: Cell Reports (IA) (DOI:/10.1016/j.celrep.2021.109925)

Articoli correlati


Tag

Condividi questo articolo

Disclaimer medico

Notizie scientifiche.it è un blog, non un sito di consigli medici. Leggi anche il nostro disclaimer medico.

Data articolo