Asteroide che fece estinguere dinosauri provocò forte diffusione di batteri in mare

Credito: _freakwave_, Pixabay, 5277285

Quando l’enorme meteorite ha colpito la costa del Golfo del Messico circa 66 milioni di anni fa, un impatto che tra l’altro provocò anche l’estinzione dei dinosauri, si crearono le condizioni adatte affinché altrettanto enormi fioriture di alghe e batteri fotosintetici, il cosiddetto nanoplancton calcareo, si diffondessero negli oceani di tutto il mondo. È il risultato di uno studio pubblicato su Earth and Planetary Science Letters .
I ricercatori anche in questo caso, così come molti altri studi in passato, hanno effettuato perforazioni nel cratere Chicxulub, il cratere, perlopiù ora nascosto a causa delle mutazioni geologiche e naturali, che si formò con l’impatto di quell’asteroide.

Hanno scoperto che i sedimenti mostrano che dopo l’impatto l’area comincia a diventare ricca di micrite , un carbonato di calcio comune nel calcare che di solito precipita, dalle zone superiori del mare, sul fondo negli oceani di tutto il mondo. Negli oceani odierni fa parte degli esoscheletri di coralli e plancton ma viene prodotto perlopiù da particolari batteri che vivono nel mare.
Analizzando con microscopi elettronici la micrite trovata nel cratere dell’asteroide, i ricercatori sono giunti alla conclusione che doveva essere stata prodotta da una comunità microbica sopravvissuta all’impatto la quale emerse fortemente dopo l’evento, probabilmente favorita dall’evento stesso.

L’impatto di per sé spazzò via la maggior parte della vita sulla terraferma e anche negli oceani procurò diversi danni in termini di estinzione. La roccia vaporizzata che fu scagliata nell’atmosfera a seguito dell’impatto, infatti, provocò un accumulo di acido solforico che poi piovve sugli oceani insieme ad elementi metallici tossici tra cui mercurio e piombo. Per questi motivi, ad esempio, più del 90% del fitoplancton, come rileva l’articolo su Science che riprende lo studio, si estinse.
Dopo l’impatto dell’asteroide di Chicxulub , dunque, alghe e batteri fotosintetici cominciarono a proliferare in maniera diffusa negli oceani di tutto il mondo e facilitarono la diffusione degli esseri viventi situati direttamente più in alto nella catena alimentare, tra cui gamberetti e krill.

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