Asteroide che impattò 66 milioni di anni fa fece estinguere dinosauri ma non tutti gli uccelli

Rappresentazione artistica dell'impatto dell'asteroide avvenuto più di 60 milioni di anni fa (credito: Philipp M. Krzeminski )

Quando si cita l’asteroide che impattò sulla Terra circa 66 milioni di anni fa e che scombussolò la vita stessa sul nostro pianeta, tendiamo a pensare perlopiù all’estinzione dei dinosauri grazie alla quale, tra l’altro, si diffusero animali da essi discendenti come gli attuali uccelli.
Tuttavia i dinosauri non furono gli unici a subire il colpo: moltissime specie di uccelli dell’epoca si estinsero proprio a causa delle conseguenze dell’impatto, soprattutto a causa degli incendi che si diffusero a livello globale in tutte le foreste del mondo.

Alcune specie, tuttavia, riuscirono a salvarsi ed un nuovo studio, pubblicato su Current Biology, ha cercato di comprendere proprio i motivi dietro a questa differenziazione.
Secondo Daniel Field, scienziato del Milner Center for Evolution presso l’Università di Bath ed uno di autori dello studio, le specie di uccelli che si estinsero maggiormente erano quelle antenate dei modelli uccelli arboricoli. Gli studiosi sono arrivati a questa conclusione osservando fossili microscopici di pollini e spore.

Secondo Regan Dunn, paleontologo al Field Museum di Chicago e coautore dello studio, “Dopo un disastro come un incendio boschivo o un’eruzione vulcanica, le prime piante a tornare sono i colonizzatori più veloci, soprattutto le felci” perché queste ultime non germogliano dai semi ma dalle spore, elementi molto più piccoli, praticamente costituiti da una singola cellula. La loro compattezza e le loro piccole dimensioni ne favorivano infatti una maggiore dispersione grazie al vento.

Secondo lo studio, subito dopo l’impatto dell’asteroide, seguì un periodo di forti incendi ma, dopo questi ultimi, a farla da padrone furono proprio le spore della felce, come testimoniato dai ritrovamenti nei reperti fossili in Nuova Zelanda, Giappone, Europa e Nord America.
Gli uccelli che sopravvissero maggiormente furono dunque quelli che frequentavano maggiormente il suolo, antenati dei modelli uccelli terrestri come i kiwi e gli emù.

Tutti quegli uccelli con zampette delicate, adatte sostanzialmente solo per restare appoggiati sui rami degli alberi, non avevano più un posto dove vivere e sostanzialmente si estinsero.
Tra l’altro questo studio può servire anche a capire come l’attuale deforestazione possa portare a estinzioni di massa di determinate specie, come in questo caso gli uccelli.

Fonti e approfondimenti



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