Asteroide di Chicxulub portò a riscaldamento globale durato 100.000 anni?

L’asteroide che impattò circa 66 milioni di anni fa sulla Terra, aprendo quello che è oggi conosciuto come cratere di Chicxulub, situato nella penisola dello Yucatan, in Messico, e che è stato individuato come causa principale dell’estinzione dei dinosauri (e di tante altre specie animali) avrebbe provocato anche un periodo di riscaldamento globale durato circa 100.000 anni.
A questa conclusione è giunto uno studio portato avanti da un gruppo di scienziati degli Stati Uniti della Tunisia e pubblicato su Science.

Già ricerche precedenti avevano suggerito che l’impatto della Terra con questo enorme asteroide aveva provocato cambiamenti del clima. Secondo la teoria tradizionale, il fumo e in generale il materiale che schizzò nell’atmosfera in seguito dell’impatto ostruì quest’ultima facendo in modo che la luce del sole non potesse giungere sulla Terra come in precedenza. Ciò avrebbe causato un raffreddamento del pianeta.

Tuttavia, in questo nuovo studio, i ricercatori suggeriscono che questo periodo di raffreddamento sia stato più breve del previsto e che, subito dopo di esso, cominciò un lungo periodo di caldo.
I ricercatori hanno in particolare studiato diversi resti di pesci antichi, tra cui ossa e denti, da vari sedimenti in un sito di El Kef, in Tunisia.

Studiando questi resti, i ricercatori hanno determinato la temperatura dell’acqua del mare di Tethys, che copriva quella zona in un periodo precedente all’impatto e molto dopo di esso. Gli scienziati hanno scoperto che le temperature marine erano aumentate di circa 5° poco tempo dopo l’impatto dell’asteroide e che questa temperatura è durata per circa 100.000 anni.

Ciò dovrebbe essere stato causato, secondo gli stessi ricercatori, dal rilascio di anidride carbonica nell’atmosfera a seguito dell’impatto in una zona della Terra ricca di carbonati. Il rilascio di carbonio nell’aria aumentò ancora di più con i massivi incendi boschivi che ne seguirono.
Ciò provocò un lungo periodo di riscaldamento globale. Tuttavia per dimostrare che non si tratta di un riscaldamento localizzato, dovranno essere trovate nuove prove in altri siti.

Fonti e approfondimenti



Condividi questo articolo

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace questa pagina”


Commenta per primo

Rispondi