Asteroidi pericolosi, anche cinesi si organizzano per deviarne traiettorie

Anche gli scienziati cinesi stanno cominciando darsi da fare per capire come cambiare le rotte di eventuali asteroidi che possono impattare sul nostro pianeta. Ed anche gli scienziati cinesi si stanno concentrando, per testare le proprie tecnologie, su un obiettivo già conosciuto. Parliamo dell’asteroide Bennu, un corpo roccioso da quasi 80 milioni di tonnellate che, tra il 2175 e il 2199 dovrebbe avvicinarsi più volte al nostro pianeta ad una distanza minima di circa 7,5 milioni di km, come spiega Space.com. Alcuni scienziati hanno calcolato che ci sono piccolissime probabilità che questo asteroide, durante il suddetto periodo, possa avvicinarsi al tal punto da impattare sul nostro pianeta.

23 razzi contro asteroide Bennu per spostarlo

Quello che progettano i cinesi è spedire più di 20 razzi nello spazio per farli impattare con l’asteroide onde cambiare la sua rotta. Si tratta di una missione che comunque avverrebbe tra diversi decenni ma intatto è bene prepararsi e capire come progettarla.
Si calcola che se l’asteroide Bennu dovesse precipitare sul nostro pianeta produrrebbe un’esplosione dal 1200 megatoni, all’incirca 80.000 volte più potente dell’esplosione della bomba atomica sganciata su Hiroshima. Un impatto del genere procurerebbe un bel danno, soprattutto se avvenisse in un luogo abitato, danno che comunque risulterebbe inferiore a quello provocato dall’asteroide che ha provocato, tra gli altri, l’estinzione di dinosauri e cambiamenti di livello globale. Quest’ultimo asteroide ha infatti provocato un’esplosione che ha liberato più di 100 milioni di megatoni di energia.

Si eviterebbero armi atomiche

Secondo i primi calcoli effettuati dagli scienziati cinesi, basterebbero 23 raggi Lunga Marcia 5, del peso di circa 992 tonnellate, per respingere la roccia su un’orbita che le permetterebbe di evitare il nostro pianeta. Tutti i calcoli e i dettagli sono presenti in uno studio che sarà pubblicato sulla rivista Icarus.[1]
Si tratta di un piano che permetterebbe di non usare armi atomiche, qualcosa che provocherebbe la distruzione dello stesso asteroide con la creazione di diversi pezzi più piccoli che rischierebbero comunque di colpire la Terra. Provocherebbero ciascuno meno danno ma lo stesso danno risulterebbe più diffuso.

Anche NASA e agenzia spaziale europea si stanno organizzando

La NASA e l’agenzia spaziale europea, a riprova del fatto che eventuali impatti di asteroidi grandi sul nostro pianeta non è per nulla una minaccia eterea o fantascientifica, non stanno di certo a guardare: la prima ha messo a punto un nuovo progetto denominato Hypervelocity Asteroid Mitigation Mission for Emergency Response (HAMMER) che vede l’utilizzo di diverse navicelle spaziali, grandi diversi metri, che farebbero da ariete contro l’eventuale asteroide mentre la seconda ha messo a punto la missione DART (Double Asteroid Redirection). Quest’ultima prevede l’impatto di una navicella contro una piccola luna dell’asteroide Didymos, il tutto per capire come gli stessi impatti possono spostare la traiettoria di un oggetto del genere.

Note e approfondimenti

  1. Assembled kinetic impactor for deflecting asteroids by combining the spacecraft with the launch vehicle upper stage – ScienceDirect (IA) (DOI: 10.1016/j.icarus.2021.114596)

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