Asteroidi trasportatori di sostanze organiche sulla Terra? Sì, è possibile

Credito: urikyo33, Pixabay, 6149674

Si è spesso ipotizzato, per quanto riguarda l’origine della vita sul nostro pianeta, che essa sia potuta nascere grazie all’acqua e ai materiali organici trasportati dagli asteroidi che sono impattati sulla superficie della Terra. Ma, affinché si formino sostanze organiche su un asteroide, c’è bisogno di un’alterazione a livello chimico dell’acqua che contiene. In quali condizioni ciò può avvenire?

L’ipotesi dei “proiettile” che impatta contro l’asteroide

Un’ipotesi, già fatta in passato, vede gli impatti di piccoli meteoriti contro gli asteroidi, ancor prima che arrivino sulla Terra, come quegli eventi che, grazie al calore creato proprio dall’impatto, possono innescare quelle alterazioni chimiche e dare il via alla formazione di sostanze organiche. Queste ultime, poi, con l’impatto dello stesso asteroide sul nostro pianeta, possono essere trasportate sulla Terra.

L’esperimento con la simulazione dell’impatto

Per verificare la consistenza di questa teoria un team di ricerca dell’Università di Kobe ha eseguito un esperimento simulando l’impatto di un oggetto contro un asteroide per misurare nonché analizzare il cratere che si forma sulla superficie di quest’ultimo e la distribuzione del calore a seguito dell’impatto intorno al cratere. Come asteroide i ricercatori hanno usato del gesso poroso inserendo varie termocoppie al suo interno. Hanno quindi lanciato verso la superficie dell’asteroide modello oggetti a varie velocità (a partire da 1 km al secondo).
I risultati dimostravano che la teoria ha basi solide ma che il calore e le condizioni necessarie per la formazione di sostanze organiche possono sussistere solo a determinate condizioni.

Sostanze organiche si formano sugli asteroidi solo a determinate condizioni

Indipendentemente dalla velocità e dalla dimensione nonché dalla densità dell’oggetto “proiettile”, la temperatura massima e la durata di quest’ultima intorno al cratere dipendevano dalla distanza “adimensionale”, ossia la distanza la distanza dal punto di impatto scalata dal raggio del cratere.
Calcolando i cambiamenti nella stessa distribuzione del calore a seguito dell’impatto i ricercatori sono giunti alla conclusione che un impatto del genere utile a formare sostanze organiche sulla superficie di un asteroide dovrebbe avvenire almeno entro due unità astronomiche di distanza. La suddetta alterazione chimica dell’acqua può inoltre avvenire quando il cratere ha un raggio di più di 20 km.

Formazione di solidi organici

La formazione di solidi organici può avvenire con crateri di oltre un kilometro di diametro (sempre entro due unità astronomiche di distanza) in quanto la circonferenza del cratere può arrivare a riscaldarsi fino a 0° centigradi, la temperatura alla quale il ghiaccio può diventare acqua e può consentire la formazione di un solido organico.
Inoltre gli stessi ricercatori hanno scoperto che anche un cratere più piccolo, uno con un raggio di 100 m, che si forma su un asteroide entro 4 unità astronomiche di distanza riscaldarsi fino ad arrivare a 100° centigradi e può supportare la formazione di solidi organici.

Sì, gli asteroidi possono aver trasportato sulla Terra anche materiale organico

Si tratta di risultati che consentono di considerare moltissimi oggetti, più di quanto stimato in precedenza, attualmente circolanti nel nostro sistema solare come “portatori” sia di acqua che di sostanze organiche sul nostro pianeta. E ciò, tra le altre cose, amplia anche la possibilità che ciò possa avvenire anche su altri pianeti.

Note e approfondimenti

  1. Impacts may provide heat for aqueous alteration and organic solid formation on asteroid parent bodies | Communications Earth & Environment (IA) (DOI: 10.1038/s43247-021-00159-x)

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