Astronomi stanno cercando una fascia di Kuiper nel sistema di TRAPPIST-1

Il sistema di TRAPPIST-1 continua a destare l’interesse di scienziati ed astronomi. Questo sistema possiede almeno sette pianeti rocciosi che orbitano intorno ad una stella nana rossa di tipo M collocata a 40 anni luce di distanza dalla Terra.
Almeno tre di questi pianeti si trovano nella zona abitabile mentre il sistema stesso ha un’età di circa 8 miliardi di anni. Si tratta di dati che fanno assomigliare questo sistema al nostro sistema solare e di pianeti molto interessanti dal punto di vista della ricerca di vita extraterrestre.

Tuttavia per esserci vita, almeno quella che noi conosciamo, c’è bisogno di acqua e ora il punto è capire se questi tre pianeti situati nella zona abitabile ne hanno in superficie.
In un nuovo studio, apparso su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, un team di ricercatori cerca di capire come l’acqua possa essere giunta su questi pianeti, qualora fosse presente sulla loro superficie. In particolare si sono concentrati sull’eventuale esistenza di una cintura di Kuiper anche in questo sistema.

Nel nostro sistema solare, infatti, abbiamo una cintura di asteroidi e comete, molte delle quali contenenti ghiaccio d’acqua, che orbitano intorno a una grossa distanza. Si pensa che in un lontano passato ci sia stata una fase di “bombardamento” dei pianeti interni rocciosi del sistema solare da parte di questi asteroidi e di queste comete.
Ed è proprio in questa fase che la maggior parte dell’acqua presente sulla Terra è giunta sul nostro pianeta.
Se nel sistema di TRAPPIST-1 esistesse una fascia simile, anche i pianeti interni di questo sistema, quelli rocciosi, avrebbero potuto acquisire acqua tramite lo stesso fenomeno di “bombardamento” .

Perturbazioni gravitazionali potrebbero aver causato la fuga degli oggetti di questa cintura verso l’interno dove poi sarebbero stati attratti dai pianeti interni rocciosi.
È quanto spiega Sebastian Marino del Max Planck Institute for Astronomy (MPIA) a Universe Today. Lo stesso scienziato però ammette che anche l’assenza di una cintura del genere non rappresenterebbe comunque una prova definitiva della mancanza di acqua sufficiente per sostenere la vita da parte dei pianeti interni rocciosi di TRAPPIST-1.

In ogni caso per rilevare questa cintura di comete ghiacciate in questo sistema, qualcosa che effettivamente non è semplice, i ricercatori hanno esaminato i dati raccolti dall’Atacama Large Millimeter / submillimeter (ALMA), una rete di radiotelescopi situati in Cile ma non hanno raccolto prove dell’esistenza di una cintura del genere.
Il sospetto è, però, che la nostra capacità di rilevamento non sia sufficiente per intercettare una struttura del genere a questa distanza. Forse i telescopi di prossima generazione, soprattutto quelli spaziali, potrebbero essere di maggior aiuto nel rilevare, non solo intorno al sistema di TRAPPIST-1, queste cinture molto importanti perché aumenterebbero le probabilità di presenza di acqua negli eventuali pianeti rocciosi situati nella fascia abitabile.

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