Astronomi studiano regione di formazione stellare della via Lattea lontana 14.000 anni luce

L'enorme regione di formazione stellare nella via Lattea lontana circa 14.000 anni luce da noi. Gli ovali identificano le principali suddivisioni della nube molecolare della regione. L'ovale più piccolo sulla destra è relativo ad una subregione molto efficiente nella produzione di stelle (credito: Charles Kerton)

In uno studio apparso sull’Astrophysical Journal un gruppo di astronomi descrive,grazie a osservazioni fatte con un radiotelescopio ad alta risoluzione, una vasta regione di formazione stellare della via Lattea.
Tale regione, denominata CTB 102, è distante circa 14.000 anni luce dalla Terra. È classificata come una regione HII perché contiene nuvole di atomi di idrogeno ionizzate.

È stata difficile studiarla non solo perché è lontana dalla Terra ma anche perché, come ricorda Charles Kerton, professore associato di fisica e astronomia presso l’Iowa State University nonché uno degli autori principale dello studio, si trova proprio dietro ad una nube di polvere gas. Proprio per questo questa regione è stata sempre mappata molto male.

Una nuova mappa visiva ad alta risoluzione di questa regione è stata però realizzata da Kerton grazie ad un radiotelescopio appena commissionato all’osservatorio astronomico della radio di Taeduk, in Corea del Sud.
Grazie a questo radiotelescopio hanno effettuato osservazioni del monossido di carbonio ad alta risoluzione delle nubi molecolari di questa regione. Grazie a questi dati hanno poi potuto conoscere la struttura fisica e le caratteristiche delle nubi molecolari presenti nella regione. Piuttosto grandi, si estendono per circa 180 anni luce e vanta una massa pari a 100.000 masse del nostro Sole.

Quest’area della via Lattea vanta un’efficienza di formazione stellare simile ad altre regioni di nubi molecolari che si trovano nella nostra galassia (5%-10%) ma, all’interno di questa regione hanno trovato una subregione in cui l’efficienza di formazione stellare sale ad un livello compreso tra il 17 e il 37%, molto più alto di quanto ci si aspetterebbe da una subregione di queste dimensioni.

Fonti e approfondimenti

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