Atleti olimpici dovranno abituarsi a clima impazzito in futuro

L’apertura dei Giochi olimpici del 2024 ha coinciso con un record allarmante: la Terra ha vissuto il giorno più caldo di sempre. Secondo un articolo pubblicato su The Conversation scritto da Jack Marley, [1] le Olimpiadi di quest’anno affrontano sfide senza precedenti poste da condizioni meteorologiche estreme, una conseguenza diretta del cambiamento climatico.

Meteo estremo sconvolge Parigi 2024

I Giochi olimpici di Parigi sono iniziati in condizioni difficili, con un violento acquazzone che ha causato inondazioni in città, travolgendo il suo sistema fognario vecchio di 200 anni. Il diluvio ha portato allo scarico di liquami non trattati nella Senna, causando ritardi nell’evento di triathlon. Dopo la forte pioggia, un improvviso passaggio a un caldo opprimente ha sottolineato gli estremi modelli meteorologici ora caratteristici del clima mutevole della Terra. Gli scienziati attribuiscono queste brusche oscillazioni meteorologiche al riscaldamento globale, che ha aggiunto il 10% di umidità in più all’atmosfera, portando a tempeste più intense e condizioni meteorologiche imprevedibili.

Sport e crisi climatica

Il rapporto tra sport moderni e cambiamenti climatici sta diventando sempre più problematico. Non solo lo sport è vittima di eventi climatici estremi, ma contribuisce anche al riscaldamento globale. Eventi come le maratone vengono riprogrammati in periodi più freddi e gli sport invernali sono particolarmente a rischio a causa del calo dei livelli di neve. Il Comitato Olimpico Internazionale ha persino ritardato la selezione di una città ospitante per le Olimpiadi invernali del 2030 a causa delle incertezze sulle condizioni della neve.
La sensazione è che gli atleti olimpici del futuro dovranno certamente abituarsi a condizioni climatiche non proprio favorevoli e ciò riguarderà soprattutto gli sport le cui gare vengono svolte soprattutto all’aperto.


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