Attacchi di asma incontrollati in gravidanza aumentano rischi per madre e per bambino

Le donne in gravidanza che soffrono di attacchi di asma incontrollati vedono un rischio maggiore per la salute sia per loro stesse che per i bambini rispetto a quelle donne che invece controllano questi stessi gravi attacchi di asma, ad esempio continuando la propria terapia o continuando ad assumere i farmaci anche una volta rimaste incinte.

Lo studio, condotto da Kawsari Abdullah, un ricercatore che oggi lavora nell’Ospedale dell’Ontario orientale ma che al momento della ricerca lavorava nel SickKids di Toronto, si è rifatto all’analisi dei dati di 100.000 gravidanze.
I ricercatori sono giunti alla conclusione che le donne con gravi attacchi di asma nel corso della gravidanza avevano probabilità maggiori di incorrere nell’ipertensione, nello specifico nella cosiddetta ipertensione indotta dalla gravidanza, e nella pre-eclampsia.

Inoltre gli stessi i ricercatori notavano che bambini nati dalle donne con attacchi di asma gravi non controllati avevano un rischio maggiore di un peso più basso alla nascita, di incorrere in una nascita prematura oppure in un’anomalia congenita (nel comunicato stampa che presenta la ricerca si fa l’esempio di un difetto cardiaco oppure del labbro leporino).
Inoltre questi stessi bambini presentavano un rischio maggiore, durante i primi cinque anni di vita, di incorrere in asma o in polmonite.

I ricercatori hanno tenuto conto di vari altri fattori che potevano influenzare i risultati, fattori relativi alla salute della madre e a quella del bambino nonché ad altre caratteristiche della madre.
Secondo gli stessi ricercatori si tratta di uno studio importante in quanto non sono poche le donne che, durante la gravidanza, riducono oppure interrompono l’assunzione dei propri farmaci per l’asma.

Secondo quanto riferisce lo stesso Abdullah, l’asma è una malattia abbastanza comune nelle donne in gravidanza e colpisce circa l’8-13% di queste ultime in tutto il mondo. Quando non viene controllato dovere, la condizione può portare a sintomi gravi quali il respiro sibilante, la tosse e l’affanno.

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