Attività umana responsabile di una morte su tre causata dal caldo negli ultimi decenni

Credito: marcinjozwiak, Pixabay, 4846741

Il riscaldamento globale in corso sarebbe responsabile di una morte su tre collegata al caldo e avvenuta tra il 1991 il 2018 secondo una nuova stima contenuta in uno studio apparso su Nature Climate Change.[1]
Lo studio, definito come il più grande del suo genere nel comunicato emesso sul sito della London School of Hygiene & Tropical Medicine (LSHTM), ha visto la partecipazione anche dell’Università di Berna e del Multi-Country Multi-City (MCC) Collaborative Research Network.[1]

E si tratterebbe di una stima destinata a crescere secondo quanto spiega Ana M. Vicedo-Cabrera, ricercatrice a Berna e prima autrice dello studio. Per il momento la temperatura media globale sarebbe aumentata solo di circa 1° centigrado (rispetto alla media preindustriale) ma ciò potrebbe rappresentare solo una frazione dell’aumento che si potrebbe avere nel prossimo futuro se le emissioni di gas serra continuassero a crescere senza controllo come, in effetti, stanno facendo ancora tuttora.[1]
Tra i modi, diretti ed indiretti, con i quali il riscaldamento globale sta influenzando la nostra salute c’è quello collegato al maggior caldo del quale risentiamo maggiormente, naturalmente, durante l’estate. Ebbene, tutti gli scenari relativi alle condizioni climatiche del futuro descrivono un aumento delle temperature medie e, soprattutto, un aumento delle cosiddette “ondate di calore”, ovvero quei fenomeni che poi sono quelli maggiormente responsabili per il numero di morti.

I ricercatori hanno analizzato le condizioni meteorologiche del passato simulandole in vari scenari che avevano oppure non avevano le emissioni nell’atmosfera procurate dall’uomo. In questo modo gli stessi ricercatori hanno potuto constatare il relativo impatto procurato dal calore a sua volta aumentato a casa dell’attività antropiche.
Lo studio conferma che le popolazioni maggiormente a rischio sono proprio quelle che vivono in paesi a basso e medio reddito, sostanzialmente quelle meno responsabili delle emissioni.
Solo per avere un’idea dei numeri di cui stiamo parlando, si calcoli che, solo nel Regno Unito, il 35% delle morti collegate al caldo può essere attribuito alle azioni procurate dall’uomo così come il 32% delle morti attribuibili al caldo avvenute a Roma nel periodo di riferimento [1]

Il messaggio di questo studio, come spiega Antonio Gasparrini, ricercatore dell’LSHTM nonché autore senior dello studio, è abbastanza chiaro: “il cambiamento climatico non avrà solo impatti devastanti in futuro, ma ogni continente sta già subendo le terribili conseguenze delle attività umane sul nostro pianeta. Dobbiamo agire ora”.

Note e approfondimenti

  1. Global warming already responsible for one in three heat-related deaths | LSHTM (IA)
  2. The burden of heat-related mortality attributable to recent human-induced climate change | Nature Climate Change (IA) (DOI: 10.1038/s41558-021-01058-x)

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