Aumento della temperatura causa infertilità anche tra gli insetti secondo studio

Plodia interpunctella (credito: Donald Hobern, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons)

Già precedenti ricerche hanno dimostrato che c’è un collegamento tra i cambiamenti climatici, in particolare le variazioni della temperatura, e la produzione di spermatozoi nei mammiferi e un nuovo studio, apparso ora sul Journal of Evolutionary Biology,rileva lo stesso problema anche per una specie di insetti la cui produzione di sperma viene ostacolata alle temperature estreme.

Secondo Graziella Iossa, ecologa evolutiva dell’Università di Lincoln che ha redatto lo studio insieme al collega Paul Eady, il motivo per il quale i testicoli si trovano al di fuori del corpo nei mammiferi è noto: lo sperma viene infatti danneggiato dal calore eccessivo che si trova all’interno del corpo ma ora sta diventando sempre più chiaro che i maschi di varie specie sottoposti a stress da calore sono sempre più a rischio di diventare sterili.

Esaminando la produzione di spermatozoi e in generale il comportamento durante l’accoppiamento delle tarme del grano (Plodia interpunctella, dette anche tignole indiane), i ricercatori si sono accorti come questo insetto abbia difficoltà a produrre sperma con l’aumento delle temperature. In particolare l’insetto produce due tipi di spermatozoi, uno eupirene che fertilizza e uno di apirene che non fertilizza. Gli insetti hanno difficoltà, con l’aumentare delle temperature, a produrre entrambi i tipi.

Nel corso degli esperimenti, queste falene venivano esposte a consistenti cambi di temperature, in un range compreso tra 20 e 33 gradi per tutto il loro sviluppo.
Quando poi sono diventate adulte e si sono date all’accoppiamento, i ricercatori hanno scoperto che lo sperma era più corto e quindi meno efficace e questo accadeva quando la temperatura era più alta. Inoltre diminuiva anche il tempo dell’accoppiamento con l’innalzarsi della temperatura alla quale gli insetti erano stati esposti durante lo sviluppo.

Secondo la dottoressa Iossa “I modelli dell’impatto a lungo termine del cambiamento climatico sulle popolazioni si sono concentrati sui limiti termici superiori e inferiori (CTL), oltre i quali la sopravvivenza delle specie è compromessa.Tuttavia ora la ricerca suggerisce che le specie possano diventare sterili, e quindi potrebbero estinguersi, a una temperatura molto più bassa”.
Naturalmente il riferimento è all’attuale fase di riscaldamento globale che sta caratterizzando la nostra epoca e che, si crede, produrrà i suoi maggiori effetti nei prossimi decenni.

Fonti e approfondimenti

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