Australia era dominata da rettili giganteschi fino a 100.000 anni fa

Varanus priscus (credito: ArthurWeasley, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons)

Draghi di Komodo lunghi 20 metri, coccodrilli e serpenti giganteschi e altri rettili enormi popolavano l’Australia fino ad almeno 100.000 anni fa secondo un nuovo studio condotto da Gilbert Price, paleontologo dell’Università del Queensland.
Il ricercatore ha analizzato i dati di 15 anni di scoperte e di studi scientifici ed ha scoperto un livello di biodiversità dei rettili nell’Australia molto maggiore di quanto pensato.

Il ricercatore è giunto alla conclusione che questo continente era letteralmente dominato da rettili predatori e questa situazione è perdurata per gli ultimi 25 milioni di anni, almeno fino a 100.000 anni fa quando i mammiferi hanno pian piano cominciato ad avere la meglio.
La scomparsa di questi grandi rettili, dei quali si sono sostanzialmente salvati solo i coccodrilli, è avvenuta poi definitivamente 40.000 anni fa insieme alla scomparsa di altre specie della megafauna australiana, compresi anche diversi mammiferi.

Negli ultimi millenni poi le cose sono peggiorate sempre di più con l’arrivo degli umani e con le introduzioni che hanno fatto di animali non nativi. Si pensi, per esempio, al dingo, un predatore efficiente eveloce che ha causato l’estinzione di diverse specie della megafauna australiana.

E ancora negli ultimi 200 anni l’introduzione del gatto europeo o della volpe rossa ha dato la “mazzata finale”, causando forse il danno maggiore alla megafauna australiana, in particolare ai piccoli marsupiali, non preparati ad affrontare predatori così veloci ed intelligenti.

Solo i gatti e le volpi, per esempio, sono considerati responsabili della sparizione di almeno 30 specie e sottospecie di mammiferi tipicamente australiani negli ultimi due secoli, il 50% delle estinzioni globali dei mammiferi in tutto il mondo in quel periodo, come afferma lo stesso Prize.

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