Autismo e ritardanti di fiamma: scienziati trovano legame nei topi

Secondo un comunicato emesso oggi dall’Università della California a Riverside, un team di ricerca dell’istituto ha trovato un collegamento tra l’esposizione agli eteri di difenile polibromurati (PBDE) e alcuni tratti rilevanti per i disturbi dello spettro autistico in esperimenti sui topi.[1] Lo studio è presente su Archives of Toxicology.[2]

Ritardanti di fiamma

I PBDE sono sostanze chimiche, dette anche ritardanti di fiamma, che si trovano in tantissimi oggetti dall’utilizzo quotidiano, da quelli della tappezzeria a quelli per l’elettronica. Secondo quanto spiega il comunicato, questi composti possono entrare in contatto anche con gli esseri umani e possono essere ingeriti. Sono considerati ormai degli “inquinanti ambientali globali”. Sono stati infatti rilevati in vari ambienti, dall’acqua al suolo e anche nell’aria così come nei prodotti alimentari e nei tessuti umani.[1]

L’esperimento politopi

I ricercatori dell’università californiana hanno sottoposto vari topi femmine a PBDE per via orale. I figli acquisivano i composti tramite il sangue durante la gestazione. In particolare acquisivano l’espressione genica per l’ossitocina, un neuropeptide che ha un ruolo per quanto riguarda la memoria nel riconoscimento sociale. Altri geni, poi, risultavano cambiati.

Alterazione neuroendocrina

Queste sostanze andavano ad alterare l’apparato neuroendocrino della prole che era in via di sviluppo. Scoprivano che erano in particolare la prole femmina a mostrare i tratti più rilevanti caratterizzanti i disturbi dello spettro autistico. I figli di sesso femminile dei topi esposti a PBDE, per esempio, mostravano una capacità di riconoscimento sociale a breve termine e una memoria sociale a lungo termine di livello più basso in una maniera che nel comunicato viene descritta come “significativa”.[1]

Topi mostravano comportamento ossessivo-compulsivo

Inoltre i figli dei topi esposti a PBDE mostravano un comportamento che nella ricerca scientifica sul mondo animale viene definito con la locuzione “marble burying”. Durante questo comportamento i topi tendono a seppellire oggetti di varia natura nella loro lettiera. Viene considerato come un comportamento simile al disturbo ossessivo-compulsivo umano.[3] Quest’ultimo è a sua volta collegato ai disturbi dello spettro turistico (ASD).[1]
Margarita Curras-Collazo, professoressa di neuroscienze che ha guidato il team di studio, spiega che questi risultati mostrano un nesso tra l’esposizione da parte delle madri alle sostanze tossiche PBDE e un comportamento ripetitivo anormale nella prole, un comportamento che risulta rilevante per i disturbi dello spettro autistico.[1]

Esposizione ai PBDE produce modifiche neurochimiche e comportamentali nei figli

Gli stessi risultati sembrano suggeriscono che “l’esposizione allo sviluppo del PBDE produce tratti neurochimici, olfattivi e comportamentali sociali rilevanti per l’ASD nella prole femminile adulta”, come spiega, studentessa dell’Università della California e prima autrice dello studio. Secondo la ricercatrice ciò è causato da una riprogrammazione dello sviluppo a livello neurologico che avviene in particolare nelle reti neurali sociali e della memoria centrale nel cervello.[1]

Note e approfondimenti

  1. Flame retardants linked to autistic-like behavior | News (IA)
  2. Persistent autism-relevant behavioral phenotype and social neuropeptide alterations in female mice offspring induced by maternal transfer of PBDE congeners in the commercial mixture DE-71 | SpringerLink (IA) (DOI: 10.1007/s00204-021-03163-4)
  3. Marble burying – Wikipedia in inglese (IA)

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