Auto senza conducente aumenteranno consumo di alcol

I veicoli senza conducente, che probabilmente arriveranno tra qualche anno nelle strade di molti paesi del mondo, tenderanno a ridurre le statistiche riguardanti le persone alla guida in stato di ebbrezza e su questo sono tutti più o meno concordi semplicemente perché ci saranno meno persone alla guida.
Ma un nuovo interessante studio, pubblicato su Drug and Alcohol Review, mostra che la stessa diffusione dei veicoli e delle auto senza conducente potrebbe portare ad un netto aumento dei livelli di consumo dell’alcol.

Esiti del genere rappresenterebbero dunque una sfida molto dura per tutti quei responsabili politici che si sforzano per ridurre il consumo dell’alcol tra la popolazione.
Leon Booth, ricercatore della Scuola di Psicologia dell’Università di Curtin, dichiara chiaramente che il vantaggio relativo a quello che si prevede come un numero minore di incidenti dovuti a guidatori in stato di ebbrezza potrebbe essere in parte offuscato da un consumo complessivo maggiore, da parte della stessa popolazione, di bevande alcoliche.

Il ricercatore, per giungere a questa interessante conclusione, ha esaminato le risposte di 1334 persone australiane adulte. Più di un terzo ammetteva abbastanza candidamente che se ci fosse stato in programma l’utilizzo di un veicolo autonomo, quelli di livello cinque che non hanno bisogno di alcun apporto umano, avrebbero tranquillamente consumato più alcol.

Secondo un’altra autrice dello studio, Simone Pettigrew, i veicoli del tutto autonomi potrebbero cominciare ad essere disponibili per il mercato di massa in tutto il mondo già entro quest’anno e a tal proposito spiega: “Una volta che i veicoli autonomi saranno prontamente disponibili, potrebbero essere utilizzati come mezzo per facilitare il consumo di alcol fuori casa e più frequenti casi di grosse bevute”.
Ulteriori ricerche, molto più approfondite, andranno sicuramente effettuate in futuro dato che la diffusione dei veicoli autonomi è per ora ancora limitata ma il sospetto è che la correlazione che hanno effettuato i due studiosi sia molto vicina a quella che potrebbe essere un giorno la realtà.

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