
Uno studio pubblicato nel Journal of the American Geriatrics Society[1] rivela che un atteggiamento positivo verso l’invecchiamento potrebbe proteggere gli over 60 dalle conseguenze fisiche peggiori dopo una caduta.
Un legame tra mente e corpo dopo una caduta
I ricercatori dell’Imperial College London e della Coventry University hanno seguito per due anni quasi 700 persone tra i 60 e i 90 anni in Inghilterra. Nessuno aveva subito cadute precedentemente. Hanno scoperto che chi mostrava una visione positiva dell’invecchiamento – ad esempio chi non si sentiva limitato dall’età – aveva meno probabilità di perdere mobilità, diventare dipendente o inattivo dopo una caduta.
Numeri che fanno riflettere
Chi aveva la percezione più positiva del proprio invecchiamento aveva il 162% in meno di probabilità di camminare lentamente dopo una caduta, il 200% in meno di diventare dipendente nelle attività quotidiane e il 123% in meno di diventare inattivo. Questi risultati restano validi anche considerando altri fattori come età, depressione o stato fisico prima della caduta.
Perché la percezione conta
Secondo Toby Ellmers, co-autore dello studio, chi ha un’immagine positiva della propria età tende ad affrontare la vecchiaia con maggiore autoefficacia, meno paura di cadere e più motivazione nel restare attivo. Questo potrebbe portare anche a una maggiore adesione alla riabilitazione. La ricerca si rifà alla teoria della “incarnazione dello stereotipo”, secondo cui chi vede l’invecchiamento come inevitabilmente negativo finisce per comportarsi in modo coerente con questa visione.
Verso nuove strategie cliniche
Gli autori sottolineano che nonostante i risultati non dimostrino un rapporto di causa-effetto, l’idea di intervenire sulle percezioni negative dell’invecchiamento potrebbe aprire nuove strade per migliorare il recupero post-caduta. Una semplice conversazione o un piccolo cambiamento nel modo in cui si parla dell’età potrebbero fare una grande differenza per la salute fisica degli anziani.


