Avvelenamento da monossido di carbonio, scienziato progetta nuovo trattamento “facile da somministrare”

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Un nuovo metodo per la disintossicazione da avvelenamento da monossido di carbonio è stato sviluppato da un assistente professore di chimica e biochimica dell’Università della California a Santa Cruz, Tim Johnstone. Secondo quanto rileva il comunicato, che riporta come fonte i Centers for Disease Control (CDC), sono più di 20.000 ogni anno le visite al pronto soccorso negli Stati Uniti per avvelenamento da monossido di carbonio e addirittura più di 400 i decessi.[1]

Sintomi principali da avvelenamento da monossido di carbonio

I problemi arrivano quasi sempre dall’errato funzionamento di caminetti riscaldatori vari che possono far sì che il corpo sia esposto a questo gas che è inodore ed incolore, praticamente un “killer silenzioso”. I sintomi principali da avvelenamento da monossido di carbonio sono vertigini, mal di testa, un senso di debolezza, mal di stomaco, dolore toracico, vomito e stato di confusione. Un problema sta nel fatto che questi sintomi possono essere scambiati per sintomi di una banale influenza e ciò può ritardare il trattamento.[1]

Trattamento per intossicazione da monossido di carbonio

Come spiega lo stesso Johnson, quando si è esposti al monossido di carbonio, il trattamento principale proprio quello di mettersi subito all’aria fresca. Quando ci si trova all’aria aperta, ci vogliono dalle quattro alle sei ore per dimezzare i livelli di monossido di carbonio nel sangue. Tuttavia in alcuni casi, quando i livelli sono molto alti, si possono avere deficit a lungo termine nonché problemi a livello neurologico.

Le molecole sviluppate dallo scienziato per un futuro antidoto

Il ricercatore, che ha studiato in dettaglio la stessa chimica del monossido di carbonio, il quale è fatto da un atomo di ossigeno e da uno di carbonio legati da un triplo legame, ha progettato delle piccole molecole che riescono a legare il monossido di carbonio, a “sequestrare” lo stesso monossido di carbonio che già si è legato all’emoglobina e a salvare i globuli rossi che ancora non sono stati esposti. Si tratta di caratteristiche molto promettenti per un futuro antidoto da avvelenamento da monossido di carbonio.
Si tratta infatti solo di primi risultati ma la speranza del ricercatore di arrivare ad un vero antidoto molto efficace è reale. Inoltre un antidoto del genere potrebbe essere somministrato in maniera molto veloce.

Note e approfondimenti

  1. Unlocking a cure for carbon monoxide poisoning
  2. A water-soluble iron-porphyrin complex capable of rescuing CO-poisoned red blood cells – Chemical Communications (RSC Publishing) (DOI: 10.1039/D1CC05542A)

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