
Una femmina viva di *Argonauta argo* è stata osservata per la prima volta nel nord-est del Mar Egeo. Il caso, documentato in uno studio pubblicato su Diversity,[1] fornisce un contributo significativo alla conoscenza dei cefalopodi nel Mediterraneo.
Una scoperta eccezionale a Lesbo
Durante un’immersione di monitoraggio subacqueo nei pressi di un allevamento di spigole sull’isola di Lesbo, i ricercatori hanno individuato un esemplare femmina di *Argonauta argo* impigliato in una rete. Si tratta della prima osservazione confermata di un esemplare vivo in questa parte del Mediterraneo e soltanto della seconda mai registrata in acque greche. L’animale, che misura circa 3,6 centimetri, era in buone condizioni fisiche ed è stato liberato subito dopo.
Il misterioso mondo dell’argonauta
Questi polpi pelagici sono noti per la fragile conchiglia spiralata che solo le femmine producono. Nonostante la specie sia diffusa globalmente e classificata come “a rischio minimo” dall’IUCN, resta poco conosciuta nel bacino orientale del Mediterraneo. Gli avvistamenti diretti sono estremamente rari, e spesso si viene a conoscenza della loro presenza solo grazie all’analisi del contenuto stomacale dei predatori.
L’ambiente artificiale come rifugio temporaneo
Secondo gli autori dello studio, la particolare posizione dell’avvistamento – all’interno di un impianto di acquacoltura – potrebbe aver favorito l’incontro. Le strutture delle gabbie potrebbero offrire rifugi temporanei a questi animali, mentre l’ambiente ricco di nutrienti può attrarre potenziali prede. Tuttavia, non è ancora possibile dire se gli impianti ittici influenzino davvero la distribuzione degli argonauti.
Necessità di monitoraggi futuri
Questo evento rappresenta un’opportunità importante per approfondire la conoscenza sull’ecologia spaziale di una specie affascinante e ancora poco studiata. I ricercatori auspicano che vengano avviati programmi di osservazione a lungo termine nei pressi di strutture antropiche, così da capire meglio il ruolo dell’ambiente modificato dall’uomo nella vita di questi cefalopodi rari e sfuggenti.


