Avvistati pianeta e relativa luna che stanno nascendo da enorme disco

Nell'immagine si possono notare l'enorme disco che circonda il pianeta ed un'altra piccola macchiolina, una sua luna in formazione (credito: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/Benisty et al.)

È chiaramente una luna in formazione la piccola macchia scoperta dei ricercatori dell’Harvard & Smithsonian vicino ad un esopianeta gigante gassoso con tanto di disco circumplanetario di enormi dimensioni.
L’esopianeta in questione, denominato PDS 70c, orbita intorno ad una stella distante da noi 400 anni luce. Non è l’unico pianeta individuato per questo sistema dato che gli scienziati ne hanno scoperto anche un altro, anch’esso un gigante gassoso abbastanza simile a Giove.

Scoperta importante per capire come si formano le lune

Si tratta di una scoperta importante perché potrebbe chiarire alcuni aspetti riguardo alla formazione non solo dei pianeti ma anche delle lune intorno ad essi, un fenomeno per il quale, rispetto invece ai modelli relativi alla formazione delle stelle e, in parte, rispetto anche a quello della formazione degli stessi pianeti, abbiamo ancora alcune ed importanti lacune conoscitive.
Il disco di materiali e gas che circonda PDS 70c si inserisce, ad esempio, proprio nel modello che gli astronomi hanno sviluppato per quanto riguarda la formazione dei pianeti. È proprio da dischi del genere che un pianeta si forma e, secondo le teorie, insieme ai pianeti possono formarsi anche degli aggregati orbitanti intorno ad esso, aggregati che poi possono diventare delle lune.

Livello di dettaglio incredibile con il telescopio ALMA

La scoperta è importante anche per l’incredibile livello di dettaglio che stanno raggiungendo alcuni osservatori sulla Terra. Per questo studio, come spiega Myriam Benisty, una scienziata dell’Università di Grenoble e dell’Università del Cile che ha partecipato alla scoperta, i ricercatori hanno usato l’Atacama Large Millimetre/submillimetre Array (ALMA). È uno di quei rari casi in cui un pianeta viene visualizzato direttamente non tramite i “classici” metodi indiretti come, ad esempio, quello del transito.

Il disco intorno al pianeta è enorme

Con una visualizzazione diretta si possano ottenere informazioni non recuperabili con altri metodi. Ad esempio in questo caso, come spiega la stessa Benisty, i ricercatori sono stati in grado di misurare l’ampiezza del disco circumplanetario è paragonabile alla distanza che c’è tra il Sole e la Terra. Contiene così tanto materiale che quest’ultimo sarebbe sufficiente per la formazione di tre lune come la nostra.

L’altro esopianeta non ha un disco

Inoltre hanno scoperto che l’altro esopianeta individuato in questo sistema, PDS 70c, non mostra evidenze riguardo all’esistenza di un disco simile. Probabilmente, secondo i ricercatori, PDS 70b ha “rubato” parte del materiale polveroso del disco del suo “gemello”.

Astronomi aspettano di poter utilizzare l’Extremely Large Telescope

I due pianeti PDS 70b e PDS 70c sono stati scoperti nel 2018 e nel 2019 con il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO. Con la costruzione dell’Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO in futuro sarà possibile eseguire osservazioni di questo interessantissimo sistema con un livello di dettaglio ancora maggiore. Intanto, anche per carpire un’immagine 3D completa dello stesso sistema, i ricercatori ora vogliono utilizzare il Mid-infrared ELT Imager and Spectrograph (METIS) dell’ELT in modo da osservare con dettaglio i movimenti gassosi che circondano PDS 70c.

Note e approfondimenti

  1. A Circumplanetary Disk around PDS70c – IOPscience (IA) (DOI: 10.3847/2041-8213/ac0f83)

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