Azienda spaziale californiana annuncia missione su Venere per capire se c’è vita nella sua atmosfera

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Il fondatore e CEO di Rocket Lab, una compagnia privata di voli spaziali californiana, ha fatto alcune interessanti dichiarazioni riguardo ai propositi futuri della sua azienda in una intervista pubblicata in streaming su YouTube.
Peter Beck ha confermato che l’azienda sta lavorando per organizzare una missione privata su Venere entro il 2023.
Lo stesso Beck si è dichiarato molto interessato a questo pianeta anche perché rappresenta quello che potrebbe essere il nostro futuro in tema di disastri climatici. Tuttavia l’interesse maggiore sta nel fatto che, nonostante un clima praticamente inaccessibile, questo pianeta vanta comunque un potenziale astrobiologico da studiare. In pratica, secondo Beck, potrebbe esserci vita su Venere.

Le condizioni attuali di Venere sono state provocate da un effetto serra disastroso che ha provocato un cambiamento climatico globale dopo che il pianeta aveva avuto un clima relativamente mite tanto che si pensa che la sua superficie un tempo potesse essere stata disseminata di fiumi, laghi ed oceani, una fase che sarebbe durata miliardi di anni.
Tuttavia, come qualche scienziato ha teorizzato, la vita su Venere, sviluppatasi nel periodo “tranquillo”, potrebbe aver trovato rifugio proprio nell’atmosfera densa. Nell’atmosfera venusiana potrebbero infatti essersi create delle “sacche” potenzialmente abitabili in cui una forma di vita, di certo non evoluta ed intelligente, potrebbe essere sopravvissuta.

Si parla di una sezione dell’atmosfera posta a circa 50 km di altezza, una zona in cui le temperature e le pressioni sono più o meno simili a quelle della superficie terrestre, come fa notare Space.com.
È proprio per questo che Beck si è dato il proposito di organizzare una missione che possa analizzare l’atmosfera di Venere. La sonda che dovrebbe attraversare l’atmosfera venusiana dovrebbe partire a bordo di un razzo a due stadi Electron alto 17 metri. Con gli ultimi miglioramenti, l’Electron può infatti sollevare fino a 300 kg di carico utile. Il razzo dispone di booster di ritorno che possono rientrare nell’atmosfera terrestre per far sì che il primo stadio possa essere riutilizzato.

La sonda, denominata per ora Photon, non dovrebbe buttarsi a capofitto direttamente nella turbolenta atmosfera marziana ma potrebbe dispiegare più sonde più piccole. Anche se non trovasse alcuna traccia di vita, una missione del genere, qualora riuscisse almeno a raggiungere l’atmosfera venusiana, dimostrerebbe che cose del genere, come raggiungere un altro pianeta, possono essere obiettivi raggiungibili anche dal settore privato.

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