
Uno studio pubblicato su Frontiers in Marine Science[1] ha rivelato che le balene megattere partoriscono anche in acque temperate in Australia e Nuova Zelanda, e che continuano la loro migrazione verso i tropici dopo la nascita dei cuccioli.
Una rivoluzione nel paradigma “feeding/breeding”
Finora si pensava che le megattere partorissero solo nelle acque calde tropicali, alla fine del loro viaggio migratorio. Ma questa nuova ricerca ha individuato oltre 200 cuccioli neonati tra il 22°S e il 43°S di latitudine, ben oltre i limiti tradizionali delle aree di calving. La presenza di placente, sangue o cordoni ombelicali attaccati conferma che molti di questi piccoli sono nati proprio lì, durante la migrazione.
I cuccioli continuano il viaggio
Nonostante la nascita, i dati mostrano che in Australia orientale e in Nuova Zelanda le madri con i cuccioli continuano a muoversi verso nord. Questo suggerisce che il parto non rappresenta il termine del viaggio, ma un evento lungo il tragitto. I ricercatori si chiedono ora se i benefici dei tropici siano davvero centrali per i neonati, o se il viaggio prosegua per motivi legati alla madre.
Implicazioni per la conservazione
Partorire lontano dalle zone protette significa maggiori rischi. I neonati sono vulnerabili a collisioni, reti da pesca e rumori subacquei. Le autorità dovrebbero aggiornare le strategie di tutela, includendo anche queste nuove aree di nascita lungo le coste temperate, dove le attività umane sono spesso più intense.
Un approccio collaborativo ed efficace
Lo studio si è basato su osservazioni di scienziati, operatori turistici e cittadini, un esempio riuscito di citizen science. Questo metodo economico e replicabile ha fornito dati cruciali su un fenomeno poco conosciuto e sottolinea quanto la collaborazione tra ricerca e turismo possa generare nuove conoscenze scientifiche su larga scala.


