Bambini che leggono libri di qualità hanno miglior rendimento scolastico

I bambini che leggono al di fuori dell’orario scolastico e comunque al di fuori di ciò che è “imposto” dalla scuola, hanno probabilità maggiori di avere un miglior rendimento scolastico. Una conclusione per certi versi prevedibile ma che è stata oggetto di un interessante studio apparso su Oxford Review of Education.
Un team di ricercatori , guidati da Luis Alejandro Lopez-Agudo, dell’Università di Malaga, ha infatti analizzato più di 43.000 studenti di scuole spagnole con un’età compresa tra 10 e 11 anni e tra 13 e 14 anni.

Differentemente da altre ricerche simili, però, le quali non hanno approfondito molto il livello qualitativo delle letture ma più che altro quello quantitativo, questa ricerca ha scoperto che ci sono notevoli differenze, in termini di guadagno di rendimento scolastico, tra letture e letture.
Il punteggio medio degli alunni nel rendimento scolastico era maggiore solo per quei bambini che leggevano libri di alta qualità.

Un maggior rendimento non veniva riscontrato, oppure veniva riscontrato in misura minima, per quei bambini che per esempio si dedicavano a letture di quotidiani, fumetti e riviste.
Probabilità di rendimento migliore un po’ più alte, ma comunque definite come marginali dai ricercatori, si avevano per quei bambini che leggevano racconti.

I ricercatori credono che ciò abbia importanti implicazioni per tutti i genitori, gli insegnanti e i tutori che debbono raccomandare una tipologia di lettura a bambini e ragazzi: sarà meglio convincerli a leggere esclusivamente libri.
I ricercatori scoprivano infatti il punteggio medio degli alunni che leggevano libri aumentava complessivamente di 0,22 punti, una crescita accademica aggiuntiva paragonabile a tre mesi.

“Sebbene un progresso di tre mesi possa sembrare relativamente piccolo per alcune persone, equivale a oltre il 10% dei tre anni di scuola secondaria, da quando questi giovani hanno tra gli 11 e i 14 anni, che sappiamo essere un periodo di grande sviluppo”, spiega John Jerrim, altro autore dello studio il quale afferma abbastanza chiaramente che è improbabile che altre forme di lettura, escluse quindi quelle relative ai libri, possano portare ai ragazzi gli stessi benefici per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo. Anzi queste altre tipologie di vetture non dovrebbero essere neanche conteggiate come parte del loro tempo di lettura.

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